Presentazione Hula Hoop

In attesa della presentazione di questa sera all’Hula Hoop, in via De Magistris 91/93, zona Pigneto, dove spero di vedervi numerosi e di non essere preso a pomodorate,  pubblico una parte dell’introduzione al romanzo che proverò ad esporre

Il Canto Oscuro è un romanzo steampunk, ossia appartenente a quel filone della Fantascienza in cui si presuppone come, a causa delle realizzazione della macchina analitica di Babbage, la rivoluzione informatica sia avvenuta nell’Ottocento.
Ciò implica due cose:

  1. La proiezione delle problematiche contemporanee in un contesto straniante, in cui il Passato funge da specchio deformante del Presente;
  2. La rivisitazione dei miti positivisti dell’Ottocento, come a esempio la Rivoluzione Industriale o il fardello dell’Uomo Bianco di Kipling o nel caso specifico della narrativa americana, il West

Il Canto Oscuro è ambientato a Roma: il suo revisionismo è nel rinnegare tutta la retorica patriottarda e risorgimentale che ci ha inondato nell’ultimo anno e incentrarsi sulla realtà preunitaria dello Stato Pontificio, di cui sono mostrate tutte le contraddizioni.

Stato Pontificio che è proiezione del nostro Governo : ciò evidenzia la tesi scettica sulla capacità italiana di organizzare in maniera sensata ed efficace qualsiasi forma di governo.
Il romanzo è centrato sulle disavventure del principe Andrea Conti, per vincere la noia docente di Storia dell’Arte all’Università La Sapienza, che per la curiosità di una collega e per gli intrighi di un amico cardinale si trova suo malgrado a indagare sul suicidio di Alan Stuart, matematico e studioso dei computer meccanici, con molte similitudini con il nostro Turing.

Nelle sue indagini, più subite che compiute, Andrea Conti si confronterà con anarchici, servizi segreti deviati, giornalisti che vorrebbero essere grandi scrittori e inventori frustrati. Sarà preso a revolverate, per le manie pubblicitarie del padre sarà il primo aviatore dello Stato Pontificio e scoprirà la differenza tra lampadine e valvole termoioniche.
Per poi, in un duello all’alba, accettare con fatalità il suo destino….

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