Turtledove

Lo scrittore che è in me ammira Harry Turtledove, per la sua incredibile capacità di coniugare il minimo sforzo con il massimo del risultato.

Prende la storia reale, la sposta in un’ambientazione fantasy, cambia i nomi e qualche particolare secondario e il romanzo è bello che scritto.

Il tutto contando sulla poca conoscenza della Storia da parte dei suoi lettori: calcolo giusto, purtroppo. Parlo per esperienza personale. Nella prima bozza de Il Canto Oscuro vi erano un paio di pagine di infodump che parlavano del riuscito attentato di Felice Orsini nei confronti di Napoleone III, come punto di divergenza tra la Storia Reale e quella del mondo in cui è ambientato il mio romanzo.

Essendo state queste pagine assai noiose per me, mi immagino come potessero apparire a un eventuale lettore. Le cassai, facendo intuire l’evento in un dettaglio urbanistico. Parte dei lettori non se ne è accorto, una parte, invece, non aveva la più pallida idea di chi fosse questo Felice Orsini.

Il lettore che in me, invece, non lo sopporta: ad esempio, essendo appassionato di storia bizantina, mi bastano venti pagine del ciclo di Videssos per sapere se si parla di Eraclio, di uno dei due Basili o dei Comneni.

E non è per nulla bello leggere un libro fantasy, se si a priori come andrà a finire la vicenda…

2 pensieri su “Turtledove

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