Madame Decadent

Mio nonno una volta mi disse che imprigionare un’allodola è un delitto fra i più crudeli, perché è uno dei simboli più alti della libertà e felicità. Parlava spesso dello spirito dell’allodola, quando raccontava la storia di un uomo che ne aveva rinchiusa una in una piccola gabbia.

L’allodola, soffrendo per la perdita della sua libertà, non cantava più, non aveva più nulla di cui essere felice. L’uomo che aveva commesso questa atrocità, come la chiamava mio nonno, voleva che l’allodola facesse quello che lui desiderava. Voleva che cantasse, che cantasse con tutto il cuore, che esaudisse i suoi desideri, che cambiasse il suo modo di essere per adattarsi ai suoi piaceri.

L’allodola si rifiutò e l’uomo si arrabbiò e divenne violento. Egli cominciò a fare pressioni sull’allodola perché cantasse, ma non raggiunse alcun risultato. Allora fece di più. Coprì la gabbietta con uno straccio nero e le tolse la luce del sole. La fece soffrire di fame e la lasciò marcire in una sudicia gabbia, ma lei ancora rifiutò di sottomettersi.

L’uomo l’ammazzò.

L’allodola, come giustamente diceva mio nonno, aveva uno spirito: lo spirito della libertà e della resistenza.

E’ un brano di Bobby Sands che mi ha sempre commosso. Sands parlava della sua condizione di prigioniero politico degli inglesi, umiliato e offeso, privato dei più elementari diritti, eppura capace di mantenere ancora la sua dignità di persona

Ed è forse anche una grande riflessione della condizione umana. Noi nasciamo liberi, capaci di sognare, aperti ad infinite possibilità. Il Potere, nelle sue diverse forme, nega questo: non vuole uomini, ma automi, pronti a produrre, comprare e uniformarsi alla media.

Le sconfitte della vita che nascondiamo dietro le parole crescere ed esperienza, ci rendono disullusi, incapaci di rompere le nostre catene, illusi che la prigione in cui passiamo ogni giorno sia l’unico mondo possibile. Qualcuno, per tirare avanti, si illude anche che sia il migliore.

Eppure ci vorrebbe così poco per cambiare le cose. Un frammento di sogno, un briciolo di colore, un sorriso: armi semplici, eppure capaci di sconfiggere la paura di vivere.

Armi che purtroppo dimentichiamo di avere. Katia Stefani, Madame Decadent, invece ce lo ricorda ogni giorno con la sua arte.

La sua pittura, tragica e potente, dove spesso, come in quadro di torna il motivo della ferita e dell’urlo muto, è una constazione del Mondo in cui siamo costretti a vivere.

Una valle di lacrime, piena di fatica e sensi di colpa, con l’anima ridotta a un labirinto di cicatrici. Eppure, nonostante tutto, la speranza rimane. E’ lo spirito di libertà, il non arrendersi al brutto e al banale.

Avere la forza di rinascere, di riappropriarsi della Vita. Ed è questo il senso della performance di Madame Decandent, lo Schwarze Traum. Il rinascere a se stessi, trasfigurando incubi e dolori, liberandosi dal superfluo e tornando bambini, liberi e sognatori.

Perchè, come disse un contestatore di circa duemila anni fa

Se non diventerete come i bambini, non entrerete mai nel regno dei cieli.

3 pensieri su “Madame Decadent

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