Nuova recensione

Do visibilità alla recensione de Il Canto Oscuro che Finrod ha pubblicato su Ultima Books

Questo libro ha molti aspetti positivi: personaggi molto ben delineati e facilmente identificabili, credibili e molto dettagliate descrizioni della Roma “di una volta” (ma di un passato di una diversa “linea temporale”, e che quindi mescola, sapientemente, reale ed inventato), descrizioni che saranno la gioia di quei lettori romani che siano anche conoscitori della storia della loro città. Inoltre anche la scrittura è molto chiara e facile da seguire, un vero piacere da leggere.

Proprio le lunghe, dettagliate descrizioni d’ambiente, ma anche dei personaggi comprimari (spesso dei veri e propri “tableaux vivants”) sono a volte leggermente difficili da seguire per chi non sia un romano “doc” (a meno di voler interrompere di continuo la lettura per approfondire, su wikipedia o altrove, i continui spunti che l’autore infila in ogni pagina), e forse ancora più “grave”, interrompono di continuo lo svolgimento del complicatissimo “caso” su cui “indaga” il principe Andrea: io, ad esempio, se ho capito chi ha materialmente assassinato il povero Alan Stuart, non sono affatto sicuro di chi sia il mandante… probabilmente leggendo una seconda volta il romanzo, e facendo più attenzione alla trama e meno agli strabordanti elementi “di contorno” riuscirei a fugare i miei dubbi ma… il fatto che dopo una prima lettura mi rimangano questi dubbi (ed è qualcosa che mi capita molto, molto di rado) è imho un piccolo fallimento del libro.

D’altra parte, per dirla alla Zadie Smith, se ogni libro è la gestione di un fallimento, il risultato ottenuto qui è più che discreto, e 4 stelle sono tranquillamente meritate (anche grazie al prezzo, più che corretto, e alla mancanza di drm)

Recensione che ha avuto due effetti collaterali: la scrittura da parte di un mio critico di un noiosissimo saggio sulla forma romanzo che non pubblicherò finchè non smetterà di farmi sbadigliare ogni due righe e una risata amara

Poco dopo la recensione di Finrod, mi è arrivata una mail che mi criticava proprio per il contrario: per aver fatto infodump su assassino, mandante e motivazione del delitto.

Potrei commentare con il mio solito

Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda

senonchè, a differenza di Finrod, con cui ho avuto un piacevole scambio di commenti, il tono era tra il saccente e l’irritato, come se avessi offeso pubblicamente madre e famigliari prossimi del lettore.

Insomma, è possibile che in Italia, una banale e per i più noiosa questione di tecnica di scrittura, sia diventata quasi un dogmatismo religioso ?

Anche perché, detto fra noi, non mi pare di aver scritto un esplicito “spiegone”

2 pensieri su “Nuova recensione

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