Togaci, la percezione del Futuro

 

Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo, coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi perché può darsi che recitino i loro sogni ad occhi aperti per attuarli…

E’ la frase con cui Lawrence d’Arabia comincia il suo libro I Sette Pilastri della Saggezza in cui racconta la sua esperienza alla guida della rivolta hashemita contro i turchi. Frase che ho scritto su un foglietto sparso sulla scrivania del mio ufficio e che rileggo nei momenti di difficoltà e di sconforto.

Frase che può essere tranquillamente applicata alla cara Togaci. Ricordo ancora il primo contatto che ebbi con lei. Con un mio amico fotografo, ero andato a una mostra contro la privatizzazione dell’acqua. Mostra che, per dirla alla romana, era ‘na pipinara.

Troppe opere e troppo differenti come stili. In quella confusione, poco mi colpì. Mi sembra, ma la mia memoria comincia a fare cilecca, un quadro di Germana Ponti e un’opera di Togaci. Fu il nostro primo contatto.

Mi pare facemmo amicizia su Facebook, ma non ci metterei la mano sul fuoco, poi persi le sue tracce sino ai giorni concitati de Il Viandante e la sua Ombra

Togaci mi stette vicina e mi supportò in quei momenti difficili. Così è nata la nostra amicizia… Ora, visto che ci conosciamo da più di un anno, senza paura di essere smentito, posso dire una cosa. Togaci, per quel circo Barnum che l’Arte contemporanea italiana, pieno di nani, puttane, ballerini, arrivisti senza scrupoli, scopiazzatori privi di idee e presunti geni, è pericolosa.

Non perché fustighi o bastoni il prossimo: anche se a volte è un poco brontolona e scostante, è difficile trovare una persona più dolce e tranquilla di lei.

Togaci è pericolosa perché sostiene l’Arte come valore universale ed assoluto. Non esiste la Pittura, la Scultura, la Musica o l’Arte Digitale. Queste sono tessere di un mosaico più ampio che rispecchia la complessità dell’anima umana.

Così, in un mondo illuso che la settorializzazione sia un punto di forza, nelle mostre che cura i diversi linguaggi e media non si contrappongono isolati, ma si fondono e si contaminano, generando un’armonia più ampia e profonda.

Togaci è pericolosa perché, in questo mondo drogato dal postmoderno che ritiene che tutto sia stato inventato e scoperto e che l’arte debba ridursi a innocua decorazione, per non spaventare abulici borghesi, zombi di sentimento e intelletto, crede nella forza dirompente e feroce dell’avanguardia.

E questa certezza incrollabile la rende una visionaria, simile alle Sibille che Michelangelo rappresenta sulla volta della Sistina. Visionaria, perché, con largo anticipo, riesce a prevedere le tendenze del Contemporaneo e scoprire in un esordiente le potenzialità per essere un grande artista.

In un’Italia di pavidi e pigri, ciò la porta a rischiare: a volte ottenendo un pugno di sabbia, a volte tanta ingratitudine, ma spesso tanti ottimi risultati.

Il Circo Barnum ha paura dei visionari, perché con le loro azioni e le loro parole, gli ricorda continuamente quello che non è e quello che dovrebbe essere. Per tale motivo, tende a emarginarli. Ma a Togaci poco importa.

Lei guarda oltre l’Orizzonte, certa che il Tempo le darà ragione. Come Aureliano Buendia è capace di partecipare a trentadue rivoluzioni, perderle tutte e cominciarne una trentatreesima. Con la sua determinazione, troverà sempre uno spazio o una nuova occasione per portare avanti il suo viaggio, scuotendo la polvere dai suoi calzari.

12 pensieri su “Togaci, la percezione del Futuro

  1. il primo giorno che ho conosciuto Togaci ho sentito subito che ci sarebbe stato un forte legame, e così è stato! Daje Rosi, sai che sono sempre con te!!!
    P.s. che sei un po rompi è vero… soprattutto prima di un vernissage e con l’artista di turno! hihihihihi

  2. Cara Togaci, condivido le emozioni di questo scritto con gioia, anche io devo alla tua conoscenza l’ispirazione dei miei lavori più appassionati. Sei per me colei che tinge la rivoluzione in un tacito mutismo, a squarcia gola.
    Lié Larousse

  3. “Lei guarda oltre l’orizzonte certa che il tempo le darà ragione” in questa tua chiusura c’è tutta la Togaci che conosco…
    Forse lei è (nell’accezione più sciamanica del verbo essere) sia ‘orizzonte’ che ‘tempo’.

  4. Se non fosse stato per lei probabilmente non avrei più ripreso più i pennelli in mano…
    …tre anni fa, mentre staccavo i biglietti all’ ingresso del locale lei mi trovò a scarabocchiare con la biro un foglio di carta…. lì s’ accorse che avevo qualcosa da dire…tutt’ ora crede in me più di quanto lo faccia io a volte…la mia stima per Togaci è infinita!

  5. Togaci è una tavola imbandita, piena di cose…..
    forte e fragile allo stesso tempo, riesce a vedere aldilà delle apparenze,
    quando le cose non vanno….. lei è lì che scuote e ti ricorda che nonostante tutto noi dobbiamo andare avanti, vivere x l’arte.
    super toghi tvb

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