People

Massa è tutto ciò che non valuta se stesso – né in bene né in male – mediante ragioni speciali, ma che si sente “come tutto il mondo”, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri

E’ una frase di Ortega y Gasset, il filosofo  e saggista spagnolo che per primo individuò con chiarezza una delle grandi contraddizioni della società contemporanea.

Sotto molti punti di vista, siamo fortunati: è difficile trovare nella storia umana un periodo in cui l’Uomo sia stato libero dall’assillo del sopravvivere  e in cui riesca a godere di una così ampia libertà personale, intesa come possibilità di Essere altro da ciò che gli impone l’Ambiente e la Storia.

Eppure, non è così: l’Individuo tende ad essere sempre più Persona, intesa nel senso originario di maschera, travestimento, per perdersi nella folla.

Perché il Novecento, con le avanguardie, il consumismo, le scoperte della fisica e della psicologia è stato un secolo di rottura: tutti i paradigmi che ci illudevano di avere di una visione razionalmente comprensibile del Kosmos e della società sono stati sovvertiti. Come scriveva Yeats nel Secondo Avvento

Ruotando e roteando nella spirale che sempre più si allarga,

Il falco non può udire il falconiere;

Le cose si dissociano; il centro non può reggere;

E la pura anarchia si rovescia sul mondo

L’Uomo invece di vedere ciò come opportunità per percorrere nuove strade e rincorrere l’Orizzonte, libero dalle catene del Passato, ha avuto paura.  Per cercare un senso alla propria vita,  ha deciso di aggrapparsi al gruppo, di perdersi nella media.

Se tutti fanno così, vuol dire che hanno ragione. Sono io a sbagliare, se cerco qualcosa di diverso. E se sbaglio, tutti mi isolano e rimango solo e disperato. Questo è stato il suo ragionamento.

Così tutti pensiamo le stesse idee e compriamo le stesse cose. Chi ne approfitta è il Potere, qualsiasi sia la sua forma, che giocando con le nostre paura e il nostro desiderio di omologazione dirige e condiziona la nostra vita.

People, la nuova serie pittorica di Renato Costrini è contemporaneamente una presa d’atto di questa condizione umana e una ribellione.

Una presa d’atto, perché mostra le folle informi, simili a e quelle che Eliot descrive come fantasmi e morti in vita in Waste Land. Sagome senza volto, identiche, che tendono a riempire lo spazio, creando una cappa di claustrofobia nell’anima, simile a quella che ci prende nei tanti non luoghi che ormai costellano il nostro spazio urbano.

Una sequenza monotona di inutili automi senza anima, così appaiamo, guardandoci allo specchio. Eppure, nonostante tutto, c’è ancora speranza.  Ogni figura cerca di ribellarsi disperatamente al proprio destino: basta un tratto di colore o una linea spezzata. Tutto, pur di riaffermare la propria identità.

Ciò permette di recuperare nella pittura il significato profondo di un’altra frase di Ortega y Gasset

Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella no me salvo yo

Ogni Uomo è unico, figlio di condizioni non replicabili. Questa diversità non è un problema, ma una ricchezza e il suo annullamento porta alla nostra autodistruzione.

Ribellarsi alla massa è tornare in sé, dare il proprio significato al mondo,  ridefinire con consapevolezza, non con accettazione passiva, il proprio atteggiamento dinanzi al Reale.

Così la pittura di Renato diviene un invito alla lotta e al coraggio di essere se stessi, senza maschere e ipocrisie. Una scelta coraggiosa, perché presuppone,  l’accettarsi con tutte le proprie debolezze e fragilità, ma necessaria, per sfidare i propri limiti e riappropriarsi del vero senso della parola Libertà.

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