Xenobiologia (Parte III)

Sempre nell’ambito della Xenobiologia, anche il tradizionale mondo a DNA riserva qualche sorpresina. Infatti questo esiste in diversi tipi di conformazioni. Esse sono denominate A-DNA, B-DNA, C-DNA, D-DNA, E-DNA,H-DNA, L-DNA, P-DNA e Z-DNA che dipendono dalla presenza di modificazioni chimiche delle basi o dalle condizioni del solvente, come la concentrazione di ioni metallici

Negli organismi terrestri esistono solo le conformazioni A-DNA, B-DNA e Z-DNA sono state osservate nei sistemi biologici naturali: di queste tre, la più frequente è la B.Le due conformazioni alternative sono differenti dal punto di vista della geometria e delle dimensioni.

Possiamo trascurare la A, perchè tipica del DNA disidrato, condizione che vedo difficile associare alla vita

La conformazione Z è tipica invece delle sequenze che presentano modificazioni chimiche come la metilazione, e dei tratti di DNA ricchi di basi C e G. Essa assume un andamento sinistrorso, opposto rispetto alla conformazione B

Ora in funzione del contesto ambientale, non è detto che in altri pianeti non possano prevalere o conformazioni di DNA esotiche o il Z-DNA

Ipotesi DNA esotico

Il meccanismo di trascrizione e traduzione rimane identico: muta il risultato della sintesi proteica, quindi gli organismi avranno un metabolismo diverso dal nostro.

Il meccanismo di replicazione è identico, però è meno robusto agli errori: di conseguenza, avremo un maggior tasso di mutazione e quindi maggiore deriva evolutiva, accentuata dalla minor presenza di DNA a tripla elica (sempre nell’ipotesi che costituiscano un meccanisco di regolazione genica)

Lo stesso avverrebbe per la configurazione quadruplex: meno quadruplex telomerici, implicherebbe maggior frequenza di malattie oncologiche negli organismi pluricellulari, mentre meno quadruplex di altro tipo, implicherebbe un blocco più lasco nella replica dei geni.

In pratica gli organismi unicellulari si moltiplicherebbero più velocemente, mentre quelli pluricellulari avrebbero una capacità di rigenerazione dei tessuti molto più spinta degli organismi terresti.

Ipotesi Z-DNA

E’ complementare alla procedente. Avremo un set proteico diverso dal nostro, una maggiore robustezza alle mutazioni e quindi una deriva evolutiva più lenta, maggior robustezza alle malattie oncologiche, ma minor tasso riproduttivo delle cellule.

In pratica la cicatrizzazione dei tessuti sarebbe molto, molto più lenta

3 pensieri su “Xenobiologia (Parte III)

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