Fauna di Ediacara

Uno dei misteri più grandi della paleontologia è la cosiddetta fauna ediacariana. In pratica, a fine del Precambriano, dopo la grande glaciazione che aveva reso la Terra simile a una palla di neve, all’Equatore il ghiaccio raggiungeva uno spessore di tre metri, provocando un’estinzione di massa, si sviluppano questi strani organismi, simili a piume, a materassini gonfiabili o segmentati, che a prima vista, poco a che vedere con le successive forme animali.

Anche perché molte cose, proprio dal punto di vista biologico, non tornavano: erano delle creature acquatiche alquanto improbabili.

Finchè, Gregory Retallack, che lavora presso la University of Oregon a Eugene, ha provato a cambiare il punto di vista, con un’ipotesi eretica, ancora da dimostrare pienamente

Cosa accade se poniamo quelle creature in un habitat terrestre, invece che marino ? Ipotesi tutt’altro che assurda, visto che per lo scioglimento dei ghiacciai si verificano fenomeni di sollevamento dei terreni

Gli essere assurdi cominciano ad avere un senso.Le Dickinsonia e Tribrachidium possono essere delle tracce di licheni. Charnia un particolare tipo di alga adattata alla vita fuori dall’acqua. I Kimberella e Spriggina forse pluricellulari con caratteristiche di convergenza evolutiva con molluschi e anellidi.

Un’ecosistema caratterizzato da:

1) Elevata biodiversità
2) Elevato tasso di speciazione
3) Alto gradiente di diffusione

Senza scomodare l’ipotesi del DNA non ortodosso, il tutto però rientra nell’interpretazione che il buon Gould da dell’evoluzione: non un processo lento, graduale e lineare, ma uno caotico, in cui fasi di stasi si alternano a fasi parossistiche, derivate dalla modifica del contesto ambientale.

E ritrovarsi improvvisamente in un’ambiente “vergine” e ad elevato tasso di mutazione (lo strato di ozono dell’epoca era minore del nostro) può spiegare questo fenomeno di esplosione evolutiva che paradossalmente entra in crisi per lo stesso motivo che ne ha causato lo sviluppo: il riscaldamento globale.

A fine Precambriano, a causa di un improvviso aumento della presenza dell’anidride carbonica nell’aria, dovuta a immense esplosioni vulcaniche che ha provocato un incremento notevole dell’effetto serra.

Se ci fa caso, l’ecosistema di Ediacara è simile a quello della tundra artica: trovarsi improvvisamente ad una temperatura equatoriale non è che sia il massimo, per chi si è adattato a quell’ambiente.

Piccola nota, da scrittore di fantascienza (o almeno da tizio che ci prova): l’intepretazione standard, con esseri dal corpo estremamente sottile ma molto ampio, senza sistema circolatorio, respiratorio e digerente. in cui processi metabolici di questi organismi passassero tutti direttamente attraverso la superficie corporea, con la nutrizione di tipo fotoautotrofica, ossia dipendente dalla simbiosi con alghe e batteri e la capacità di muoversi nell’acqua regolando sacche di gas, è straordinaria per descrivere la fauna di un gigante gassoso della Classe II di Sudarsky, costituiti essenzialmente di vapore acqueo e idrogeno, come il famigerato 47 Ursae Majoris b

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