Caligola il costruttore

L’Architettura è l’Arte prediletta del Potere, perché con questa da forma concreta ed evidente alle sue utopie e ideologie, illudendosi così di donare forma al mondo.

Caligola ne era consapevole e benchè il suo regno sia durato poco, si è impegnato in una notevole attività edilizia, per esporre, anche visivamente, il suo obiettivo di plasmare lo Stato Romano secondo un’ideologia ispirata a quella dell’Egitto Tolemaico.

Il primo intervento è sul Palatino: Augusto aveva cominciato a monumentalizzare e riservare al Potere quello spazio urbano, per affermare simbolicamente il suo legame e la sua continuità con la città primogenia di Romolo.

Tiberio, nel suo disincanto, aveva lasciato a metà il progetto. All’inizio del regno di Caligola, il Palatino aveva un aspetto ibrido. Da una parte le case della famiglia del Princeps,che non costituivano un corpo organico, essendo separate ancora da strade.

Dall’altra, quelle dei privati cittadini. Caligola realizza pienamente il progetto augusteo, con una serie di espropri e di rioganizzazione dello spazio architettonico, trasformando lo spazio in un complesso unitario, la Domus Gaii, centrato su un enorme peristilio e sostituendo ai vicus dei criptoportici e lo amplia ideologicamente.

Con un ponte in legno, che usava come pilone centrale il templum novum Divi Augusti, per sottolineare la sua continuità con l’antenato, collega la sua domus al tempio di Giove Capitolino: il princeps ha la sua legittimità grazie al rapporto diretto con il divino, rafforzato con la trasformazione del culto della Magna Mater sul Palatino da pubblico a privato e dinastico, con l’inclusione del suo tempio nella Domus Gaii

Inoltre, come racconta il buon Svetonio e conferma l’archeologia,

Prolungò una parte del palazzo fino al Foro e trasformò il tempio di Castore e Polluce bel suo vestibolo, sedendosi spesso tra i due fratelli divini, in modo da offrirsi all’adorazione dei passanti.

Il Princeps, assieme ai Dioscuri, si arroga il potere di dominare il vento e il mare, altro tema della propaganda di Caligola.

Il secondo intervento, sempre nell’ottica del Princeps signore degli elementi e dominatore della Morte, ipostasi di Osiride, è quello della villa cesariana di Nemi, adiacente alla lucus nemorensis.

Oltre a equipare Diana a Iside, Caligola, con i ninfei e della ritualità arcaica, riprende un tema tipico della mitologia latina: la lotta tra l’eroe civilizzatore (Pico, Romolo, Caligola stesso) contro l’araldo del caos primigenio (Fauno, Remo, il rex nemorensis)

Il terzo intervento fu il cosiddetto Gai et Neronis, costruito da Caligola in una parte dei giardini della villa materna, gli horti Agrippinae, dove adesso sorge San Pietro

Circo che ha anche un valore simbolico, richiamando con le corse dei carri, il percorso del sole nel cielo e che Caligola, per riaffermare il suo ruolo cosmologico, dedicò a Cibele.

Ruolo che cercò di riaffermare anche Eliogabalo, che demolendo alcune tombe della necropoli vaticana che abusivamente avevano occupato la pista del circo, secondo l’Historia Augusta pare guidasse delle quadrighe di elefanti e cammelli nel circo

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5 thoughts on “Caligola il costruttore

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