Speziali romani

La Roma medievale era una città strana. Perchè, a causa delle reliquie e degli uffici della corte papale, capitava spesso che il numero della popolazione forestiera, pellegrini, questuanti e impiegati di Borgo, superasse quella dei residenti.

Perchè, a differenza delle altre città, era costituita da tanti nuclei urbani separati, racchiusi da ampi campi, racchiusi dalle mura aureliane.

Questo fatto, oltre ad aumentare la conflittualità interna alla città, immaginate una decina di borghi medievali, in competizione per le risorse, in uno spazio ampio quanto il centro storico dell’Urbe, ha costretto i mercanti ad avere un’organizzazione lievemente diversa da quella degli altri comuni.

Il caso più noto è quello degli speziali: per ottimizzare i costi e aumentare la produzione, a differenza delle città toscane e lombarde, che vietavano la rivendita di preparati tra botteghe, a Roma vi è una specializzazione verticale del lavoro.

Vi sono botteghe specializzate in certi tipologie di preparati, che fungono da grossisti, gestendo la filiera produttiva, il commercio delle spezie e la gestione dei giardini dei semplici e botteghe specializzate nella rivendita.

Inoltre, a causa di quello strano cliente che era la corte papale, gli speziali romani non producono solo medicine, ma anche cose che avremmo difficoltà ad immaginare in una nostra farmacia, dalle candele di ogni genere a risma alla pasticceria minuta.

Infine, dovevano affrontare l’abitudine dei ricchi locali a non onorare i pagamenti: se per gli ecclesiastici la questione era abbastanza semplice, essendo residenti in Borgo, bastava fare istanza ai tribunali capitoli per avere un sequestro dei loro beni, per i nobili era tutto più spinoso.

Essendo cives romani, potevano appellarsi anche loro alle contorte e contraddittorie norme della giustizia dell’Urbe.

Così, gli speziali si inventarono l’embargo: da una norma, codificata definitivamente negli statuti del 1478, il nobile che non avesse onorati i conti, non avrebbe ricevuto più medicinali sino al apgamento del dovuto.

E se il malato fosse passato a miglior vita ? No problem, l’embargo si sarebbe esteso agli eredi che, oltre ai medicinali, non avrebbero avuto neppure le candele per celebrare il funerale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...