L’amor che move il sole e l’altre stelle

Loverismo 2

 

Il testo del reading loverista di ieri sera..

Atene, duemila e cinquecento anni fa. In una Grecia in cui la dignità dell’Uomo non è ancora offesa dal Potere e dalla fame di Denaro,  un gruppo di amici si reca a un banchetto, per scacciare con buon cibo, vino e chiacchiere il freddo della notte.

Tra loro vi sono un medico, uno tragediografo alle prime armi, un commediografo di successo. E un tizio strano, figlio di uno scultore e di un’ostetrica che passa il suo tempo a interrogare i cittadini sul significato della parola Virtù.

All’epoca si poteva ancora fare: oggi, in un tempo in cui conta solo consumare e produrre, se provassimo a imitarlo, ci troveremmo subito in prigione o all’ospedale psichiatrico.

Quella sera,  tra un brindisi e l’altro,  si incomincia a parlare di un tema caro ai loveristi: l’amore. Ad un certo punto, quel tizio strano, chiamato Socrate, se ne esce con queste parole

Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò.

Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa.

Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a  volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco.

L’Amore, come l’Arte, nasce dalla consapevolezza del nostro vuoto. Dallo svegliarsi ogni mattina, sentendo il peso del proprio vivere. Dal domandarsi se vi è qualcosa in più oltre i gesti meccanici che ripetiamo ogni giorno. Se le risposte con cui il Potere cerca di tenerci  tranquilli, siano sensate, oppure inganni, per tenerci schiavi.

L’Amore e l’Arte sono la fuga dalle nostre catene. Per questo il  Sistema li teme e cerca di svuotarli, sostituendoli con i loro ingannevoli simulacri. L’Amore con il Possesso.  L’Arte con la Decorazione.

Conoscete Van Meegeren ? Un nome che a molti di voi non dirà nulla. Era un pittore olandese, che non riusciva ad avere successo. Ad un punto della sua vita, esasperato, giocò un tiro mancino ai critici. Dipinse un falso Vermeer. Ci caddero tutti.

Van Meegeren continuò. Non per avidità o per gusto della beffa. Perché, così raccontò una volta, avrebbe posseduto la vera essenza del maestro di Delf. Diceva di esserne innamorato, ma questo non era amore

Ricordate il Signore degli Anelli ? Il motto dell’Oscuro Signore

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.  Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende

E’ questo il possesso, ghermire e incatenare. Il rifiuto che l’altro abbia una sua identità. Che sia diverso da me, complementare, ma distinto.

L’Amore, come l’Arte, è donare. Per dare qualcosa all’altro, bisogna prima averla dentro di sé. Un ideale o semplicemente un grande cuore. Diceva un certo Saulo

L’amore è paziente,

è benigno l’amore;

non è invidioso l’amore,

non si vanta,

non si gonfia,

non manca di rispetto,

non cerca il suo interesse,

non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

non gode dell’ingiustizia,

ma si compiace della verità.

Tutto copre,

tutto crede,

tutto spera,

tutto sopporta.

L’amore non avrà mai fine

Ciò vale anche per l’Arte. Ciò nutre il Loverismo

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4 thoughts on “L’amor che move il sole e l’altre stelle

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