Conti di Tuscolo (Parte I)

Dato che parecchi lettori me l’han chiesto, confermo che Andrea, protagonista de Il Canto Oscuro, discende dai Teofilatti, come sospetto la maggior parte dei nobili romani.

Il primo antenato certo di Andrea fu il famigerato Teofilatto I. Per capire il suo ruolo, bisogna comprendere come la Roma dell’epoca fosse peggiore della Beirut della guerra civile.

Vi erano due fazioni, i nobili favorevoli ad Arnolfo di Carinzia e quelli favorevoli ai duchi di Spoleto: entrambe si scannavano con sommo impegno, arrivando a cose folli, come il processo al cadavere di papa Formoso.

Per pacificare le fazioni, Giovanni IX aveva convalidato sia le nomine di papa Formoso, sia quelle successive di Stefano IV, ove compatibili.

Teofilatto era il proprietario del feudo della cittadine di Tuscolo, nonchè membro di una famiglia di importanti funzionari pontifici, il che lo autorizzava ad avere il titolo di comites

Suo nonno Teofilatto il vecchio era nomenclator, ossia custode dell’archivio segreto e della corrispondenza, uno dei rari laici dell’epoca che sapessero leggere e scrivere e Judex Palatinus, incaricato di amministrare la giustizia, assieme a Crescenzio, i cui discendenti torneranno spesso nella storia della Roma medievale.

Suo padre Gregorio era anche esso nomenclator e apocrisario, ossia ambasciatore, a Costantinopoli, il che implica una buona conoscenza del greco

Teofilatto era stato nominato da Ludovico III a capo di una guarnigione di soldati, per mantenere l’ordine pubblico nell’Urbe. Giovanni IX, che avrebbe fatto carte false affinchè i romani non ricominciassero con la loro tradizionale guerra civile, per avere l’appoggio di quei soldati nominò Teofilatto Iudex Palatinus, nella speranza che riuscisse a mediare con il bastone e la carota tra le fazioni.

Per rafforza la sua posizione, Teofilatto sposò Teodora, la cui leggenda nera, nasce probabilmente dalla confusione tra lei e la moglie di Giustiniano.

Teodora apparteneva verosimilmente a una famiglia dell’aristocrazia romana, o i Domini de Via Lata e quindi forse appartenente alla famiglia di papa Adriano I, o gli Stefaneschi anche se è stata avanzata l’ipotesi, non suffragata da fonti, che fosse figlia di Adalberto I marchese di Toscana.

In ogni caso, il matrimonio aumentò le ricchezze e i seguaci di Teofilatto.

I risultati di tale matrimonio si videro subito. Nel 903, alla morte di Benedetto IV, venne eletto papa Leone V, ma subito dopo venne deposto da un usurpatore, il prete Cristoforo

Le fazioni si scatenarono in omicidi e vendette, e il judex Teofilatto colse l’occasione per imporre una soluzione di forza. Dopo aver eliminato i più facinorosi e ottenuta l’alleanza di
Alberico di Camerino e Spoleto, per non far torto a nessuno, imprigionò sia Leone V che Cristoforo, e impose come papa Sergio III, suo genero, avendo sposato la figlia Marozia (ossia Maria)

Lo so, all’epoca avevano vedute più ampie sulla questione del celibato ecclesiastico… Teofilatto venne subito nominato vestararius, ossia una specie di ministro delle finanze, custode dei tesori non monetizzabili della Chiesa Romana e degli archivi relativi ai conti economici, e magister militum, ossia capo dell’esercito cittadino

Morto Sergio III, Teofilatto divenne il vero dominatore della città: collezionò titoli come senatore , glorissimus dux , urbis dominus, console e nominò papi a suo piacimento.

Non che facesse scelte particolarmente sbagliate. I suoi candidati erano più interessati alle cose spirituali che ai beni materiali e poco propensi a invischiarsi in guerre civili

Sempre per rafforzare la sua posizione, fece sposare Marozia nel 915 ad Alberico di Spoleto e Camerino. Di fatto, controllava politicamente tutto il Centro Italia, alla faccia di re e imperatori.

I suoi possessi comprendevano i borghi e le terre di: Monterotondo, Poli, Anticoli Corrado, Guadagnolo, Rocca di Nitro, Rocca dei Sorci, Saracinesco, Segni, Valmontone, Alatri, Guarcino, Colle Pardo, Soriano, Paliano, Sora e Celano.

L’unica opposizione veniva dalla sua famiglia: Marizia e Alberico avevano una smodata ambizione e con i loro intrighi puntavano alla corona del regno d’Italia

L’altro genero, Giovanni Crescenzio I “Episcopus”, ossia vescovo, siamo sempre in un periodo in cui i matrimoni ecclesiastici sono tollerati e discendente del Crescenzio nominato prima,  sposato con l’altra sua figlia Teodora II, sentendosi messo da parte rispetto all’altro ramo della famiglia era invece diventato il capo dei romani avversi al regime di Teofilatto.

Tutto forse si sarebbe risolto, quando dando retta alla moglie, il vestiarius nominò papa Giovanni da Tossignano, non più un fantoccio, ma uomo capace e dalla grande ambizione, pronto a tutto pur di imporre il suo potere su Roma

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Un pensiero su “Conti di Tuscolo (Parte I)

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