Giove Statore

Negli ultimi vent’anni gli scavi nell’area del Foro e del Palatino stanno confermando a grandi linee quanto narrato dagli storici latini, ossia che in un anno imprecisato intorno alla metà dell’VIII secolo avviene una trasformazione brusca e veloce della configurazione territoriale.

Si passa infatti da un insediamento distribuito, di tipo chefdom, ad uno urbano, con la relativa costruzione di spazi architettonici e simbolici, come residenze per i capi, spazi comunitari, tempi e mura.

Mura in cui forse si aprivano quattro porte: la Mugonia, nei pressi dell’Arco di Tito da cui partivano le strade per la Velia, all’epoca cimitero dell’insediamento e per i villaggi, ancora poco studiati, posti sul viminale e sull’Esquilino, la Romana, in direzione degli stanziamenti sabini sul Quirinale e della fonte Giuturna, la principale riserva d’acqua potabile della città delle origini, la Trigonia, la più ampia, dove passavano le trigae, i carri trainati da tre cavalli aperta verso il porto fluviale del Velabro e la Ferentina, in direzione del Celio e degli altri territori latini.

Di queste quattro porta, la più conosciuta è la Mugonia. Sempre grazie agli scavi degli ultimi anni è stata identificata nel punto in cui la via Nova si staccava dalla Via Sacra, come ricordo, agli abitanti delle lussuose domus di quel quartiere, tra cui Cesare, che una volta nei loro peristili vi passavano le mura romulee.

Partendo da questa identificazione, è stato facile trovare il primo santuario di Giove Statore, epiteto con cui il dio veniva invocato per dare agli eserciti la forza di resistere di fronte ai nemici, eretto da Romolo come ex voto per aver bloccato i Sabini dall’entrare nell’area urbana del Palatino.

Santuario costituito da un recinto posto a protezione di un altare, sui cui probabilmente si celebravano i sacrifici in onore del sinecismo cittadino e in cui, al di là della leggenda, avvenne forse la trattiva che permise ai migranti di un ver sacrum sabino di entrare nella neofondata città.

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One thought on “Giove Statore

  1. Interessantissimo post 🙂 a cui aggiungo alcune note tratte dall’ultimo numero di Archeologia Viva, che riporta un articolo scritto direttamente da Andrea Carandini e collaboratori. Gran parte dell’articolo intende provare l’identificazione dei resti come Tempio di Giove Statore sulla base appunto della loro ubicazione tra la via Sacra e la Velia, ma gli archeologi si riservano in ogni caso di dare la conferma definitiva di questo solo con la prossima campagna di scavo. Inoltre non si tratterebbe del primo tempio di Giove Statore (di epoca Flavia e che già sorgeva sulle rovine di un altro tempio precedente) ma di un tempio successivo, risalente al IV sec d.C., perché il tempio flavio sarebbe stato purtroppo distrutto con lo sbancamento della Velia per realizzare via dei Fori Imperiali, in epoca fascista. Infine, la denominazione di “Statore” dovrebbe essere riferita a Stator, cioé “colui che blocca” (in questo caso l’invasione dei Sabini). Si tratta in ogni caso di una nuova e importante scoperta. Complimenti per il post e per il blog! 🙂

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