Italia o Cacania

Mani

 

Là, in Cacania quella nazione incompresa e ormai scomparsa che in tante cose fu un modello non abbastanza apprezzato — c’era anche velocità, ma non troppa… Si faceva lusso; ma non così raffinato come in Francia. Si faceva sport; ma non così accanito come in Inghilterra. Si spendevano somme enormi per l’esercito; ma solo quanto bastava per rimanere la penultima delle grandi potenze. Anche la capitale era un po’ più piccola di tutte le altre metropoli del mondo, ma un po’ più grande di quel che non fossero di solito le grandi città. E il paese era amministrato con oculatezza, discrezione e abilità a smussare cautamente ogni punta dalla migliore burocrazia d’Europa, alla quale si poteva rimproverare un solo difetto: per essa genio e spirito d’iniziativa nelle persone non autorizzate a ciò da alti natali o da incarico governativo erano impertinenza e presunzione

. A nessuno del resto piace farsi dettar legge da chi non vi è autorizzato! E poi in Cacania un genio era sempre scambiato per un babbeo, mai però, come succedeva altrove, un babbeo per un genio.
… Secondo la costituzione era uno stato liberale, ma aveva un governo clericale. Il governo era clericale, ma lo spirito liberale regnava nel paese. Davanti alla legge tutti i cittadini erano uguali, non tutti però erano cittadini. C’era un Parlamento, il quale faceva un uso così eccessivo della propria libertà che lo si teneva quasi sempre chiuso; ma c’era anche un paragrafo per gli stati di emergenza che serviva a far senza del Parlamento, e ogni volta che tutti si rallegravano per il ritorno dell’assolutismo la corona ordinava che si ricominciasse a governare democraticamente…

Infatti non soltanto l’avversione per il concittadino s’era accresciuta fino a diventare un sentimento collettivo, ma anche la diffidenza verso se stessi e il proprio destino aveva preso un carattere di profonda protervia. Si agiva in quel paese – e talvolta fino ai supremi gradi della passione e alle sue conseguenze – sempre diversamente da quel che si pensava, oppure si pensava in un modo e si agiva in un altro.

Robert Musil

L’unica differenza è in una frase…

 E il paese era amministrato con oculatezza, discrezione e abilità 

Doti che purtroppo non piacciono a noi italiani… Preferiamo chi ci colpisce la fantasia con i suoi eccessi, a chi vuole parlare alla nostra ragione.

Temiamo l’intelligenza e amiamo la mediocrità. Per questo è più facile che ci facciamo comandare da un idiota che disprezziamo che da un saggio che ammiriamo

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