Il mistero del girasole

Il relitto di Pozzino, realizzato in legno di pino, rovere e noce e datato fra il 140 e il 130 a.C, è stato scoperto nel 1974 dal Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga.

Appartiene ad una piccola nave di cui si è conservata solo la parte centrale, inclinata in direzione Est-ovest che anfore con vino di Rodi, tazze di vetro dalla zona siro-palestinese, ceramiche forse provenienti da Atene e Pergamo, una brocca in stile cipriota e lampade ad olio dell’Asia Minore.

Insomma, una testimonianza dei commerci tra l’Italia e l’Oriente Ellenistico. La cosa interessente, però, è il contenuto di una cassetta sigillata: qualcosa di simile alle nostre pillole.

Le prime a essere identificate sono dal diametro di circa quattro centimetri e spesse un centimetro, sono composte principalmente di zinco. In quantità minori figurano ossido di ferro, amido, cera d’api, resina di pino, una miscela di grassi di origine animale e vegetale, resti vegetali come fibre di lino, carbone, amido, cereali e pollini.

Agli studiosi dell’antichità sono subito brillati gli occhi ! Gli ingredienti coincidevano con quelli dei collori descritti da Plinio il Vecchio. La cassetta conteneva medicinali.

Così continuano le analisi. Neelle pasticche sono rilevate tracce di ravanelli, cipolla selvatica, carota, sedano, quercia, achillea, erba medica e cavolo, tanto lodato da Catone.

E’stato anche rilevato estratto di ibisco, forse importato dall’Oriente.

Tutte piante note da Galeno e Pedanio Dioscoride: finchè non accade il patatrac.

L’analisi delle antiche compresse ha evidenziato la presenza di semi di girasole, pianta che si riteneva di origine peruviana e importato dai conquistadores di Pizzarro

Prima ipotesi, contaminazione moderna, accaduta durante lo scanning del DNA. Da prendere a bastonate i ricercatori

Seconda ipotesi, i romani, come nel caso dell’ananas, sono stati in America. Però, anche se i semi sono più semplice a conservarsi della frutta, di tutto quel ben di Dio che c’era da quelle parti, dovevano limitarsi soltanto a quelle due tipologie di piante ?

Terza ipotesi, come suggerito da una versione del mito di Fetonte, forse nell’Egeo esisteva una variante locale del girasole, estinta con il passare dei secoli

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