Saldo Commerciale

Monti, durante la campagna elettorale, ha spesso mostrato come fiore all’occhiello del suo governo il saldo commerciale positivo, ossia la differenza tra esportazioni e importazioni, dell’Italia.

Secondo il bocconiano, questo poteva rappresentare un indizio del fatto che la crisi poteva avvicinarsi alla fine: in maniera analoga alla Germania stavamo raccogliendo risorse dai mercati esteri per rilanciare la nostra economia.

Purtroppo, non è tutto oro ciò che luccica. Se osserviamo l’andamento delle esportazioni, questo è stabile rispetto all’anno scorso: il che, dato l’euro forte e la crisi globale, è di per sè già un ottimo risultato.

Le dolenti note arrivano dalle importazioni, calate del 6% nell’ultimo semestre. Non un ritorno all’autarchia, ma un effetto collaterale della sua politica economica omicida che distruggendo consumi e redditi, ha ridotto ciò che potevamo permetterci di acquistare dall’estero.

Qualunque sia il prossimo governo, deve invertire la tendenza. Meno soldi allo Stato e più agli italiani, per rilanciare investimenti e consumi

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