Dune di Alejandro Jodorowsky

Il buon vecchio Minuetto Express ha lanciato un nuovo concorso, stavolta non dedicato a racconti, ma a recensioni cinematografiche.

Embè, che ce vo, potreste rispondermi… In verità, la cosa è molto più intriganti, poichè si tratta di recensire film ucronici, che potevano essere e invece non sono stati.

Io provo con Dune di Alejandro Jodorowsky

Dune: un film che sicuramente non lascia indifferenti. O si ama o si odia.

Alcuni miei amici lo venerano oltre ogni immaginazione. Altri lo definiscono una porcata pazzesca. Molti lo suggeriscono come un’ottima cura contro l’insonnia.

Stanco di questi pareri discordanti e approfittando degli sconti alla bancarella di dvd a Piazza Vittorio, ho deciso di vederlo.

Nonostante l’in bocca al lupo dell’indiano che me l’ha venduto, non ho cominciato a russare dopo dieci minuti.

Se dovessi utilizzare un paragone pittorico, Jodorowsky è come Luca Giordano: barocco, visionario, dalla grande tecnica visiva, ma totalmente indifferente all’oggetto della rappresentazione.

Mi spiego. La trama di Dune segue fedelmente quella del romanzo di Herbert, eppure rimane sempre l’impressione che a Jodorowsky della storia non importi nulla.

Che siano narrate le avventure di Paul Atreides o di Cenerentola, queste sono solo un pretesto, per dare in modo al regista di dare fondo al suo personale universo onirico e mistico.

Per questo Jodorowsky dilata i tempi, accumula simboli su simboli, gioca con i piani temporali.

In suo aiuto, giunge la splendida scenografia, Moebius, Chris Foss e H. R. Giger, nel caratterizzare il look delle diverse casate, hanno fatto un lavoro incredibile e la colonna sonora dei Pink Floyd si fonde perfettamente con i paesaggi sahariani e le architetture degne di Gaudì

Questo sovrapporsi di immagini e stimoli, nei momenti migliori affascina, qualche volta, per fortuna rara, fa sbadigliare senza ritegno.

Fortuna che gli attori, con il loro mestiere, vengono spesso in aiuto alla storia.

Clint Eastwood è uno straordinario Leto Atreides. Volontè non mi piace molto come Duncan Idaho, manca di fisicità, mentre dignitosa è la prestazione di Claudia Cardinali come Lady Jessica è forse troppo giovanile.

Rutger Hauer è un poco legnoso nel ruolo di Paul Atreides, mentre una grande sorpresa è David Carradine.

Dalì è sorprendente come imperatore: nelle scene a lui dedicate giganteggia, con il rischio però di mettere in ombra gli altri personaggi.

Insomma, non mi è dispiaciuto. E’ un bel film… Certo se fosse stato mezz’ora più sarebbe stato un capolavoro… Però ce ne fossero di film di fantascienza così !

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