Soldiers

Stigliano

 

Mariarosaria Stigliano, reduce dalla mostra collettiva La parabola ieri oggi e domani, Museum of Israeli Art Ramat-Gan di Tel Aviv, è presente con due opere a grafite che sintetizzano la sua ricerca artistica:

“Per Stigliano l’arte è una fonte di pulsione, un conduttore di energia grafica. I segni sono tracce, orme di un racconto, monogrammi dell’immaginazione, vincolo e legame tra luce-colore, spazio-linea, utopia e realtà” (Mauro De Felice).

Il dinamismo del suo tratto porta alla mente note futuriste delle opere di Balla, che tra il 1913 e il 1914 si interessa maggiormente alla rappresentazione della velocità, in una rilettura contemporanea che è ormai divenuto il suo personalissimo linguaggio. Un anno separa le opere esposte eppure l’illusione consequenziale ne fa quasi un opera unica. Le guerriglie scatenatesi in quegli anni tra studenti e polizia nella Capitale sono il leitmotiv che le unisce come fotogrammi di un medesimo film. Domino e la fonetica apre la lettura dell’opera a soggettive interpretazioni.

L’ambiguità è esplicita e si rivela in quel compatto gruppo di soldati che svanisce, evapora in primo piano, lasciando intravedere le persone, smarrite e attonite che convulsamente vivono assistono a ciò che parrebbe irreale. La metropoli incombe su un asfalto bagnato su cui scivolano gli eventi. Soldiers è ciò che segue l’immagine precedente. I personaggi si disperdono, sono uniti solo dal segno grafico dell’artista, ma loro condizione di fragilità è manifestata dall’assenza corporea. Come fantasmi fluttuano tutti insieme senza sosta provando a non essere spettatori di se stessi.

MT

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