Poker

Partita a Poker. E’ questa la definizione più esatta di quanto sta accadendo a Cipro.

Da una parte la Germania, con il suo solito obiettivo di scaricare i costi della mancata riforma del suo sistema bancario sugli altri partner europei.

Come sempre, Berlino ha seguito la solita strategia: demonizzazione dell’avversario, stavolta guidata direttamente dai suoi servizi segreti, in cui ci si scorda di ricordare alla sua opinione pubblica alcuni particolari insignificanti tipo che le banche cipriote rispondono ai dettami di Basilea III più di quelle germaniche o che il suggerimento di investire in titoli greci provenne dalla BCE. Oppure che Malta, Lussemburgo, Slovenia sono nella stessa condizione

Paradossalmente, se l’isola mediterranea fosse stato meno “europeista”, la sua crisi non si sarebbe verificata.

Dall’altra Cipro, che difende con le unghie e con i denti la base finanziaria della sua economia, rilanciano un piano basato sui i seguenti assunti: la creazione di una «bad Bank» pubblica dove inserire tutti gli asset «tossici» degli istituti di credito ciprioti, stabilendo apposite restrizioni per evitare una fuga di capitali; l’emissione di 2 o 3 miliardi di speciali obbligazioni da parte di una società privata di nuova costituzione (per evitare che il debito finisca nei conti dello Stato) garantite dai proventi dello sfruttamento dei giacimenti di gas; il trasferimento diretto allo Stato di 2 o 3 miliardi di riserve dei fondi previdenziali delle società telefoniche ed elettriche; una tassa di emergenza da 3,7 miliardi; la ristrutturazione del prestito russo del 2010 da 2,5 miliardi.

Idee sensate che però andrebbero contro gli interessi bancari tedeschi.

Stavolta però, in questa mano le carte migliori ce l’hanno i levantini.

Da una parte c’è il

muoia Sansone con tutti i filistei

Se le banche cipriote falliscono, al di là dei soldati e pensionati inglesi che si troverebbero al verde, vi sarebbe la crisi di quelle russe, esposte nei loro confronti per 30 miliardi d’euro e la grossa difficoltà di quelle tedesche, che vedrebbero scomparire nel nulla 6 miliardi di esposizione.

Il che può avere a medio termine effetti sistemici assai gravi.

Dall’altra i bluff, come la cessione delle basi militari a Putin o le misteriose riserve marine di gas e di petrolio che potrebbero fare gola a molti

Come andrà a finire la partita ? In un mondo razionale, si troverebbe un compromesso, visti che i margini di accordo sono elevati… Ma in questa Europa di folli, di razionalità in giro purtroppo se ne vede poca

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