Le Fontane del Paradiso

Ieri sera ho finito di leggere Le Fontane del Paradiso di Clarke. Probabilmente verrò linciato, però, con massimo della sincerità, non mi è sembrato il capolavoro di cui tutti mi hanno parlato.

Se l’idea dell’ascensore spaziale è affascinante e la storia del tentativo di costruirla arricchisce l’immaginazione, gli altri subplot somigliano al ghiaccio e agli ombrellini dei cocktail.

Il primo, quello dell’antico re, mi ha dato solo l’impressione di allungare il brodo.

Il secondo, quello del contatto alieno, inutile ai fini della trama: sarò strano io, ma sospetto che il contatto con una civiltà non terrestre abbia effetti molto più dirompenti di qualche discussione sull’esistenza e sulla natura di Dio

Insomma, libro senza infamia e senza lode, che avrebbe reso di più come racconto lungo

Paolo Casini

paolo casini

 

Paolo Casini è un mio caro amico che, ad occhio e croce, credo mi conosca da quasi una ventina d’anni.

Tra Roma e Milano, ne abbiamo combinate di tutti i colori: nonostante tutto, il buon vecchio Paolo riesce ancora a sorprendermi.

Ad esempio, qualche giorno fa ho scoperto la sua passione per la fotografia, tanto da farlo partecipare ieri ad una mostra a Casa Novecento.

In verità, qualche sospetto in passato l’avevo avuto, quando, in qualche aperitivo, lo avevo visto parlottare di inquadrature e filtri con il buon Massimo Prizzon, ma non gli avevo mai dato tanto peso…

Ora invece, la sorpresa… E devo ammettere che è molto, poichè se le cava meglio di tanti che si pavoneggiano per grandi fotografi, quando conoscono soltanto qualche trucchetto su photoshop

E alla domanda sulla sua passione, così mi ha risposto

Perché la fotografia?

Fondamentalmente sono sempre stato un reporter, sin da bambino
Avevo la mia macchinetta con rullino e fotografavo la gente
Mi piacevano le persone

Mi piace girare e fotografare la mia città e le persone della mia città.

Tecnica e cuore

Agonie

harakiri

 

E’ difficile spiegare ai miei amici stranieri cosa è successo in Italia: per molti di loro sembra incredibile che un partito, il PD, possa anteporre le sue beghe interne al benessere generale.

Il problema è che in Italia, a differenza delle altre democrazia avanzate, non rappresentano ceti sociali o ideologici uniti da un progetto di società, ma una federazione di clientele e consorterie tenute in piedi alla meno peggio o da una leadership carismatica, come il PDL o il M5S, oppure, come nel caso del PD, dal rifiuto di Berlusconi.

E questo genera il paradosso del PD: un partito costruito per la sconfitta, perchè questa permette di serrare le fila contro il nemico esterno e non per la vittoria, capace di far emergere le sue contraddizioni.

Bersani, con i suoi incredibili limiti e il suo essere re travicello, è riuscito a raggiungere con la sua non vittoria, che costringe il suo partito ad allearsi con il nemico, è riuscito a portare il PD nelle condizioni di deflagazione.

E ora ? La soluzione più razionale e meno dannosa per l’Italia sarebbe nella divisione del PD, in un partito serio di estrazione liberale e in un contenitore capace di unire tutte le anime della Sinistra, da Barca a Vendola.

Il problema è che la razionalità, nella politica italiana non è di casa… E così il PD continuerà a oltranza nella sua agonia, facendo pagare il prezzo a tutti gli italiani

STREET ART STORIES. ROMA

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Jessica Stewart
STREET ART STORIES. ROMA
(Mondo Bizzarro Press, 128 pp colore, f.to 20×13 cm, euro 14)

presentazione del libro

Introduce Francesco Paolo del Re, critico
Intervengono Jessica Stewart, autrice del libro, e Valeria Arnaldi, curatrice della collana.

La Fotografa statunitense Jessica Stewart rappresenta da diverso tempo una tra le voci più esperte del fenomeno di Street art nel contesto romano.

La sua attività documenta di una realtà in parte sottovalutata rispetto a quella internazionale ma altrettanto interessante, vivace e dinamica di cui ci rende partecipi attraverso la creazione di RomePhotoBlog, una sorta di grande archivio costantemente aggiornato su tutto quello che gli artisti realizzano e sui luoghi che prediligono.

Il 19 aprile presso Mondo Bizzarro Gallery Jessica Stewart presenta il suo ultimo lavoro di ricerca dedicato alla Street art romana. Un libro in formato tascabile, da portare con sé in ogni luogo della città, ma soprattutto un ricco corpus fotografico grazie al quale la fotografa ha immortalato una delle espressioni artistiche più transitorie del panorama contemporaneo.

Infine Jessica Stewart e Mondo Bizzarro hanno in serbo una gustosa sorpresa per tutti i partecipanti. Un’edizione numerata e firmata di 50 foto che saranno regalate ai primi 50 partecipanti!

Appuntamento alle ore 18.00, non mancate!!!

MONDO BIZZARRO GALLERY – Via Sicilia 251 – 00187 Roma

Recensione su Fantasy Magazine

Con un poco di ritardo, ma d’altra parte, meglio tardi che mai, Fantasy Magazine si accorge dell’esistenza de Il Canto Oscuro e lo recensisce, con un buon giudizio.

Una cosa che mi ha colpito, ma questo non vale soltanto per l’autore della recensione, molto professionale e preparato, e che ben pochi si siano accorti del richiamo, sia nello stile raccontato, sia nella trama, al buon Gadda solito affermare

La vita è uno gliòmmero e la scrittura che la rappresenta non può essere lineare e chiara

Lo Show, don’t tell è un’ottima scelta stilistica, ma limitandosi a rappresentare la superficie delle cose, nasconde il caos che vi è dietro che anima le azioni umane.

In cui non esistono trame comprensibili e in cui troppo spesso la fine definitiva ci cade addosso come lama di coltello, quando meno ce l’aspettiamo…

Il cuore di Athanasius

Oltre al cuore di Innocenzo XIII, alla Mentorella vi è sepolto anche quello del gesuita Athanasius Kircher, l’Emmett Brown del barocco romano, figura troppo spesso dimenticata e che grazie al cielo, visto il suo fascino, comincia ad essere recuperata nella narrativa fantastica italiana.

Athanasius, in suo onore ho chiamato così il computatore dei gesuiti ne Il Canto Oscuro, nel Collegio Romano insegnò matematica, ebraico e siriaco.

Inventò miriadi di cose, alcune utili, altre semplicemente assurde, dalla lanterna magica ad un prototipo di calcolatrice meccanica.

Compilò la prima rappresentazione cartografica delle correnti marine, fu il primo ad osservare il sangue umano al microscopio, fu il primo a decifrare la grammatica copta, ma anche ad inventare una creativa intepretazione dei geroglifici.

Fu il consulente iconografico di Bernini, sue le idee della Fontana dei Fiumi e del Pulcino di Minerva, ma anche colui che tentò di convincere i romani ad allevare armadilli, convinto della bontà della loro carne…

Ma un personaggio del genere che c’entra con il santuario della Mentorella ?

Lasciamo la parola alla sua autobiografia

Nel 1661 il Signore mi fece dono di una nuova prova della sua bontà, Egli volle che io non operassi solo per il progresso della scienza, ma anche per la salute spirituale dei miei fratelli.

Quando, quell’anno mi recai a Tivoli per recuperare le forze,e allo stesso tempo per cercare antiche vestigia in vista della pubblicazione del mio Latium, sentii dire che sulla montagna vicina si celavano i resti della città di Empoli (per i romani… quella che da il nome alla via Empolitana), spesso citata da Livio.

Con un compagno di ventura intrapresi la difficilissima spedizione per andarli a visitare.

Non avevamo ancora percorso molta strada che scorgemmo il tetto di un edificio. Ci avvicinammo e scoprimmo che si trattava di una chiesa in quasi completa rovina.

Entrai e mi resi conto che era stata una chiesa magnifica.Rimasi stupito al pensiero che fosse stata costruita in quella terra spaventosamente desolata, e supposi che vi si nascondesse un segreto.

E così scoprì il santuario della Mentorella, all’epoca totalmente abbandonato. Tra le tante cose, pare abbia ritrovato anche una lapide in cui si raccontava la conversione di Sant’Eustachio e il fatto che la chiesa fosse stata fondata da Costantino (una leggenda, sicuramente, anche se il ritrovamento di colonne del III secolo, sembra indicare come vi fosse almeno un sacello pagano…)

Preso dall’entusiasmo, dopo aver definito l’iconografia del miracolo, provò a chiedere alla famiglia Conti, feudatari di Guadagnolo, di restaurare il Santuario, ma questa rispose picche.

Allora Athanasius tanto ruppe le scatole ai principi tedeschi che questi fecero una colletta per restaurare la chiesa.

E fu tanto innamorato di quel luogo che decise di donargli, di fatto il suo cuore, facendolo seppellire sotto un pilastro accanto all’altare della Madonna delle Grazie

Le signore del Tempo

signore del tempo

Un altro anno è passato e un nuovo Saluzzo Arte è alle porte!

SALUZZO ARTE | LE SIGNORE DEL TEMPO
Da sabato 20 APRILE 2013 a DOMENICA 5 MAGGIO 2013
inaugurazione 19 aprile ore 18:00
Antiche scuderie – Piazza Montebello, 1 – Saluzzo (Cuneo) 
Il tempo è la dimensione con la quale si misura il trascorrere degli eventi. Vi è quindi un tempo fisico, come quello scandito dalle lancette di un orologio, in cui ogni istante è identico a tutti gli altri; ma anche un tempo originario, che è soggettivo per cui, ogni momento, risulta qualitativamente ed emotivamente diverso da qualsiasi altro.
Il fluire del tempo, trova quindi una sua realistica dimensione soltanto nell’ attenzione riservata al presente, nel ricordo del passato e nell’attesa per il futuro.
Il Tempo. Un’impressione suggerita dall’occasionale incontro di Cristina Iotti ed Elisabetta Trevisan, con l’epigrafe inscritta in una meridiana, nei pressi della Stazione ferroviaria, al loro arrivo a Saluzzo, poco meno di un anno fa.
Uno scatto fotografico, un souvenir, da conservare come il ricordo di un momento felice.
Un’idea che prende corpo: Le Signore del Tempo.
Nove donne che si raccontano in un singolare sincretismo descrivendo con la pittura, la scultura e l’installazione la loro personale percezione del tempo: Liliana Cecchin, Cristina Costanzo, Cristina Iotti, Arianna Lion, Paola Rattazzi, Michela Riba, Mery Rigo, Elisabetta Trevisan, Roberta Ubaldi.
Nove artiste emergenti che affrontano l’argomento, filtrandolo attraverso le proprie esperienze, la propria filosofia di vita e la loro sensibilità. Un modo di rapportarsi con la loro personale visione della realtà, con l’ineluttabilità del tempo che scivola tra le dita, stratificando fatti, pensieri, sogni ed emozioni.
E’ l’astratta concezione del tempo che prende forma cristallizzandosi in autobiografie per frammenti, seguendo un filo conduttore che collega le contraddizioni della nostra società, all’introspezione, alla memoria, alla nostalgia e ai ricordi.
Come spesso accade sono gli artisti ad avvertire per primi e ad annunciare, in grande anticipo, il cambiamento dei tempi. Ad immortalare il gesto, l’impronta, l’impressione e a conservare anche il “sentimento” del mondo antico. L’Arte, infondo, è proprio questo: saper interpretare il senso dell’esistenza.

di Paolo Infossi

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Ente organizzatore: 
Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo
info@fondazionebertoni.it – www.fondazionebertoni.it

Da sabato 20 APRILE 2013 a DOMENICA 5 MAGGIO 2013
inaugurazione 19 aprile ore 18:00
Antiche scuderie – Piazza Montebello, 1 – Saluzzo (Cuneo) 

La Mostra rimarrà aperta tutti i giorni con i seguenti orari:
Feriali: Giovedì e Venerdì: dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sabato: dalle ore 15,00 alle ore 22,30
Festivi: Domenica e festività del 25 Aprile e 1° Maggio: dalle ore 15,00 alle ore 19,00