IRON, WOOD, PAPER AND SOCCER BALL

L'immortale, 2012, poliuretano espanso e tracce di ferro, truciolato, 187x55x55 cm

 

Mostra personale di Franco Nardi a cura di Pietro Di Lecce

testo critico di Pietro Di Lecce

dal 2/5/2013 al 15/5/2013 

SPAZIO ORLANDI via Vespri Siciliani 16/4 Milano tel 0039 339 2224336

Ingresso libero 

dal Lunedì al Venerdì dalle 10:30 alle 18:30 su appuntamento tel 0039 339 2224336 – 0039 335 6367660

Vernissage il 2/5/2013 dalle ore 18:30

mostra con catalogo omaggio

Franco Nardi è nato nel ’74, per la prima volta espone a Milano dove vive e lavora.

Per creare le sue opere Franco Nardi, utilizza elementi naturali o oggetti abbandonati di uso comune i materiali sono i più disparati come ad esempio: plastica, carta, cartone, metallo o legno, questi materiali vengono assemblati o sezionati, l’artista dà vita a forme diverse, regolari ed irregolari.

A questi oggetti Nardi dà un nuovo valore del tutto personale, dato da un processo manuale che è dettato dall’istinto, dalla voglia di comporre e di distruggere per dare nuova vita a ciò che può essere considerato morto e inutile.
L’ossessione dell’artista per il cambiamento della forma e del significato dell’oggetto è appagata dall’oggetto stesso modificato, questo diventa un feticcio, esso rappresenta la speranza dell’artista per il futuro, la voglia di dinamicità rispetto a una situazione statica, la rinascita quindi è il fulcro del suo lavoro, l’elemento che dà l’input a questo processo di costruzione e distruzione.

Franco Nardi volontariamente o involontariamente indaga sulla vita stessa, sulla sua temporaneità che cambia con lo scorrere del tempo e che è comunque destinata a concludersi, la speranza dell’artista è che ci possa essere una nuova esistenza oltre alla vita, la materia è semplicemente l’involucro della vitalità.
Nardi mette in luce dinamiche creative molto semplici, vicine a quelli che generalmente hanno i bambini, dagli oggetti insignificanti si può vedere un qualcosa di nuovo, qualcosa di irreale, dei pezzi di carta straccia diventano una forma geometrica circolare un tronco di legno, diventa una scala, un pallone da calcio diventa alveare o un cumulo di pezzi di legno diventano una montagna.

Le opere saranno esposte senza supporti o basi, queste sembreranno parte dello spazio non verrano quindi volontariamente valorizzate per esaltare l’azione e non la materia, in alcuni casi verranno esposte solo le foto di oggetti che hanno subito queste modifiche.

 

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