Premio Urania 2013

Quest’anno il vincitore del Premio Urania è

L’uomo a un grado kelvin di Piero Schiavo Campo

che sarà pubblicato a Novembre. Libro che sono curioso di leggere… Benché non faccia testo, sono un lettore di bocca buona, ho sempre apprezzato i Premi Urania.

Tra l’altro, come l’anno scorso, qualche mio lettore mi ha chiesto perchè non abbia partecipato.

La risposta è tanto banale quanto semplice: sono pigro…

Facendo il serio, ho una scrittura a burst; ci sono periodi dell’anno in cui riempio pagine come un dannato, ad esempio ad Agosto ho scritto 112 pagine di Lithica, altri in cui non riesco a finire una riga, neppure con una pistola puntata alla tempia.

Il che magari favorisce al creatività, ma impedisce qualsiasi pianificazione, da buon zingaro e peone quale sono

Di conseguenza, è inutile che ci provi: non riuscirei mai a rispettare le scadenze previste dal bando…

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4 thoughts on “Premio Urania 2013

  1. Un altro problema del premio Urania è il limite di lunghezza. I libri medio-lunghi (non dico quelli lunghissimi) sono già esclusi in partenza. Ed è un peccato, perché la fantascienza ha bisogno di spazio, soprattutto se crei da zero una nuova realtà. Tante volte i libri pubblicati da Urania hanno il difetto di essere un po’ “affrettati”. Ma purtroppo hanno dei limiti legati al cartaceo e quindi li scelgono così. Dovrebbero creare una collana alternativa solo digitale per i libri di dimensioni non standard, cioè molto corti o più lunghi.

  2. Ciao Alessio,
    non mi pare che la tua motivazione per non partecipare al premio sussista: il Premio Urania va avanti da un quarto di secolo, il regolamento è rimasto pressoché immutato e la scadenza annuale è sempre quella. Se non riesci a rispettare la scadenza annuale, puoi partecipare l’anno dopo o quello dopo ancora, una volta terminato il romanzo… fermo restando che nessuno è obbligato a partecipare, ovviamente. 🙂

    Dissento da quanto dice Anna: non credo proprio che la fantascienza abbia bisogno di tanto spazio. I romanzi “gonfiati” sono roba degli ultimi decenni, ma gran parte dei capolavori della fantascienza sono di lunghezza anche inferiore a quella prevista dal Premio.
    Al di là di questo, non credo che il limite di lunghezza sia un problema. Come si può vedere dai vincitori e finalisti delle ultime edizioni, in realtà molti dei romanzi che arrivano hanno semmai problemi a rispettare il limite di lunghezza minimo, e non quello massimo.
    Attualmente Urania pubblica 1-2 numeri “jumbo” l’anno, fuori abbonamento, per accomodare i testi più lunghi e, se arrivasse un romanzo italiano valido di quelle dimensioni, non sarebbe impossibile pubblicarlo in quella sede. Il problema, a mio avviso, è che per scrivere un’opera lunga che risulti leggibile serve molto mestiere, mentre l’esperienza mi dice che gli autori italiani hanno seri problemi a uscire dalla misura breve. Anche autori molto abili nella narrativa breve, quando si cimentano col romanzo scrivono opere statiche in cui la trama non va mai avanti, oppure moltiplicano le sottotrame senza mantenere un filo comune.
    Penso che un buon autore debba essere perfettamente in grado di scrivere un buon romanzo nelle misure date. Del resto un grande scrittore come Charles Stross dichiara senza problemi di avere modificato delle sue opere per adattarle a un formato editoriale. E’ solo in Italia che gli autori pretendono che sia l’editoria ad adattarsi a loro, e non viceversa.

  3. Pingback: Aggiornamento Estinzione | ilcantooscuro

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