Malattie italiane

Scrivere due righe sul movimento dei forconi mi imbarazza, perché mi costringe a dare pessimi giudizi sull’Italia, sulla sua classe politica e su suoi intellettuali: però, cerco di trattenermi, limitandomi a fare un poco di cronaca.

Il Movimento dei Forconi è nato nella primavera 2011, quindi chi dice che è spuntato all’improvviso, manipolato da chissà chi, o ha memoria corta o è in malafede, dal sodalizio tra pastori sardi, agricoltori siciliani e piccole aziende d’autotrasporto.

Esperienze differenti, unite da una piattaforma in cui di chiedeva la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica, l’utilizzo dei fondi europei destinati allo sviluppo per la risoluzione della crisi dell’agricoltura e il blocco delle procedure esecutive della Serit, agenzia regionale della Sicilia dedicata alla riscossione dei tributi.

Il solito particulare di Guicciardini, per essere onesti: per combattere la loro battaglia e farsi ascoltare da Palazzo dei Normanni, i forconi hanno adottato un metodo abbastanza comune nella storia d’Italia, i blocchi stradali, cominciati a metà gennaio 2012 e durati una decina di giorni.

Allora perchè a differenza degli operai di Cassino che hanno fatto la stessa cosa per anni allo scopo di difendere il loro posto di lavoro, i forconi sono diventati famosi ?

Da una parte, c’è il sommarsi di due crisi: una economica, con l’impoverimento del ceto medio e una di rappresentanza, con lo scollamento tra politica e corpo sociale, che sono diventate una fucina di malumore che in qualche modo deve sfogarsi.

Dall’altra, quello dei forconi è stato uno dei primi esempi dell’irrompere dei social media nella politica italiana. Radio, Televisioni e giornali avevano inizialmente ignorato il fenomeno, considerandolo un episodio di folclore locale, sono state prese alla sprovvista dal tam tam su facebook e su twitter delle manifestazioni e costrette ad occuparsene.

Di conseguenza, i forconi sono stati visti anche come ribellione all’omologazione culturale e informativa imposta da media tradizionale

Fenomeni che hanno trasformato il movimento siciliano in un simbolo, al di là delle sue aspettative e richieste, in fondo ricondubile a meno accise sul gasolio.

Poi la Sinistra italiana, a cominciare da Bersani e dalla Camusso per arrivare ai radical chic del Popolo Viola, compie uno dei suoi soliti errori storici: invece di capire i problemi e il malumore alla base dei forconi, al cui nucleo iniziale si erano aggregate componenti progressiste, come i CSO di Palermo e di altre città siciliane, e cercare di ricondurre il movimento nell’alveo della normale dialettica democratica, lo demonizza, chiudendo le porte ad ogni dialogo e regalandoli agli avversari politici.

Il governo Monti, accettando le richieste sugli sconti per le accise del carburante e sulla RC auto, riuscì a mettere fine alle proteste.

In questi mesi, però, il fenomeno alla base dei forconi, crisi economica e di rappresentanza, si è ampliato e il movimento, grazie anche al dibattito su Internet, un brand, capace di convogliare tutti gli scontenti contro il sistema.

Se questa è la sua forza, la vaghezza liquida in cui tutti si sentono rappresentati, è anche il suo limite, perchè impedisce la creazione di qualsiasi proposta politica concreta e non velleitaria. Ok, bisogna cacciare Letta e poi ? Si va a votare, con che legge ?

Si vuole uscire dall’Euro, ma con che strategia per rilanciare le esportazioni e mitigare gli effetti sull’inflazione e sui consumi ?

L’unico effetto concreto dei forconi, paradossalmente, è mostrare la pochezza intellettuale dei radical chic: invece che documentarsi e capire, rendendosi conto che quello che sta accadendo non è nulla piùche la versione moderna del tumulto dei Ciompi o dell’assalto ai forni, protesta senza nè capo nè coda, si dedicano all’onanismo mentale, paventando il ritorno del fascismo o scenari cileni, dimostrando per l’ennesima volta che in Italia la storia si conosce per sentito dire…

P.S. sulla questione polizia… Oggi ho preso il caffè con paio di agenti, simpatizzanti del PD

Gli ho chiesto dei caschi tolti

“Senta Ingegnere, io avrei fatto la stessa cosa. Se la maggior parte dei partecipanti alle manifestazioni dei no global sono figli di papà che giocano a fare il rivoluzionario, e se fanno casino c’è sempre l’amico di famiglia che li tira fuori dai guai, i forconi sono poveri cristi come me, con il mutuo e con le tassa da pagare, abbandonati dallo Stato.

Con chi posso essere solidale ?”

E sarebbe interessante capire perché la protesta è ormai vista come sport per ricchi annoiati….

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