Sempre visti da fuori

Thomas, per chi bazzica il blog, è un mio conoscente americano che ha avuto la brillante idea di voler dedicare un saggio ai PIGS. Per questo ha preso baracche e burattini e si è trasferito nel Mediterraneo: esperienza, che a suo parere, a migliorato di gran lunga la sua qualità della vita.

Così ne ho approfittato per chiedere il suo parere sul movimento 9 dicembre

Sorpreso di quanto sta accadendo ?

No. In Italia, per le peculiarità del suo tessuto produttivo ed economico, la crisi è arrivata sfalsata di circa un anno rispetto agli altri paesi di Europa.

Quindi, in ritardo, stiamo assistendo al replicarsi delle stesse dinamiche che si sono verificate in Spagna, Portogallo e Grecia.

Al culmine della crisi, si sviluppa dalla base un movimento di protesta sociale.

La piccola e media borghesia italiana, impoverita e spaventata dalla crisi, le ha provate tutte per esprimere il suo dissenso per una politica che ritiene insensata: dal voto al Movimento 5 stelle all’astensione in massa.

Però la classe politica, autoreferente, ha ignorato questi segnali: ovvio che le persone scendano in piazza. Sai invece cosa mi sorprende veramente ?

Dimmi

La miopia degli intellettuali, specie di sinistra, davanti al fenomeni. Dovrebbero essere eredi di Gramsci, seguaci del principio di realtà, invece sembra che cadano tutti dal pero.

Non si rendevano conto di quanto stava accadendo nei paesi vicini ? Non bazzicavano i social media ?

Su Facebook sono mesi che si parla di organizzare le manifestazioni di questi giorni.

Poi la loro profonda ignoranza storica…

In che senso ?

Parlare a sproposito di Fascismo o di Cile. Ma se ne rendono conto o no che gli scenari sono diversi ?

L’Italia è uscita da una guerra che ha reso accettabile e pervasivo l’uso della violenza ? Ci sono stati due anni di occupazioni delle fabbriche ? Vi è un forte ed egoista movimento agrario ?

E per il Cile ?

Per quanto Letta sia impopolare, al confronto di Allende è amatissimo. E grazie al cielo, non ci sono in Italia i problemi di impoverimento e guerra civile latente che vi erano in Cile all’epoca. Nè nessuno al mondo ha interesse a destabilizzare l’Italia.

Poi, i militari italiani… Mi pare che l’ultima cosa a cui pensino sia il golpe

Tra l’altro, nonostante le chiacchiere di tanti mie colleghi, che parlano di tentativo di rendere il Cile in una dittatura simil sovietico, Allende era un sincero democratico: se Nixon e buona parte dei suoi concittadini avessero avuto più pazienza, Allende avrebbe perso sicuramente le successive elezioni presidenziali.

Il Cile si sarebbe risparmiato anni di tragedie e la mia nazione una figura meschina

Secondo te, quali sono le peculiarità del movimento 9 dicembre ?

Il Policentrismo, che se impedisce di avere una base programmatica, permette di applicare l’equivalente della guerriglia nell’ambito della protesta: il che, uniti alla centralità dell’uso dei social media, funge da moltiplicatore di forze, dando all’opinione pubblica l’idea che vi siano coinvolti grandi numeri di manifestanti, quando la realtà è ben differente

Che dovrebbe fare il governo ?

La repressione, come mostra l’esperienza NO TAV, è inutile e non fa altro che acerbare gli animi.

Il confronto lo altrettanto: non esistono controparti unitarie, nè una base seria di trattativa.

L’unica cosa è di avere pazienza, come negli altri paesi: con il superamento della crisi, il movimento si esaurirà da sè

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3 thoughts on “Sempre visti da fuori

  1. quale superamento della crisi? l’iperliberismo è arrivato oltre la frutta, lasciando macerie dietro e davanti sé; solo, i forconi non sono la soluzione, troppo ignoranti e ciechi. troppo occupati a guardare il proprio orticello.

  2. Ciao Zoon, ho girato il tuo commento a Thomas: “In una condizione iperliberista, i poveri non avrebbero avuto accesso a mutui scoperti per comprare le case. I ruoli tra banche di raccolta e banche d’affari sarebbero state differenti. Le banche in default non sarebbero salvate dallo stato. L’UE non avrebbe mai messo in campo leggi a favore del dumping economico e finanziario tedesco. Da storico, posso ipotizzare che in una condizione iperliberista forse si sarebbe generata la crisi, ma con cause e sviluppo totalmente diversi da quella che stiamo vivendo”

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