Il controverso rapporto tra Natale e Sol Invictus

sol

 

In questi giorni, parecchi miei amici, specie su Facebook, scherzando mi hanno fatto gli auguri di buon Sol Invictus.

Il che mi da spunto, per fare due chiacchiere sul Natale. Quando sia nato effettivamente Gesù, è difficile a dirsi.

Il tentativo di giustificare il 25 dicembre, partendo dal sacrificio del sacerdote Zaccaria, con l’aiuto del calendario della comunità essena di Qumrân, al di là di presupporre la validità delle visioni angeliche, il che è valido per il credente, non per lo storico, presuppone nel tempio di Gerusalemme per un periodo non si sia applicato il calendario lunare, il che è non è testimoniato da nessuna fonte storica

Tuttavia, grazie ad Ippolito, sappiamo che già prima del 204 d.C. a Roma, si festeggiava il Natale il 25 dicembre.

Infatti, nel commentario di Daniele, scritto in quell’anno si dice

” La prima venuta di nostro Signore, quella nella carne, nella quale egli nacque a Betlemme, ebbe luogo otto giorni prima delle calende di Gennaio, di mercoledì, nel quarantaduesimo anno del regno di Augusto”

Però, tale celebrazione aveva valore esclusivamente locale, infatti, Clemente Alessandrino nei sui scritti, sempre intorno al 204 ricorda in Oriente alcuni fissavano la nascita di Gesù il 20 di Maggio, altri il 20 di Aprile, altri ancora il 18 di Novembre.

Inoltre, probabilmente, la scelta nacque nella chiesa romana come contrapposizione simbolica ai Saturnali: alla liberazione per beffa degli schiavi, quella di Cristo dalla schiavitù del Peccato, all’età dell’oro del peccato, i cieli e terre nuove del Secondo Avvento.

Ma allora che c’entra il Sol Invictus ? Al di là degli Antoniani di Caracalla del 216 d.C. che più che il Sole Invitto, potrebbero rappresentare il Colosso di Nerone da lui restaurato, il primo a introdurre il culto del Sol Invictus a Roma è stato il buon Eliogabalo, nel suo tentativo di dare base religiosa al potere imperiale, a cui dedicò un piccolo tempio dove adesso è la basilica di Santa Croce in Gerusalemme e uno più grande sul Palatino che si trovava davanti all’attuale chiesa di San Sebastiano.

Il tentativo di Eliogabalo fu troppo avanti con i tempi. Il Sol Invictus cade nel dimenticatoio, finchè il buon Aureliano si trovò nel 212 in una situazione analoga a quella che dovrà affrontare Costantino.

Per vincere contro Zenobia, dovette chiedere aiuto al clero di Emesa, da cui proveniva Eliogabalo. Per ringraziarli, si inventò la storia della visione del dio Sole di Emesa, che interveniva per rincuorare le truppe in difficoltà nel corso della battaglia decisiva, il che ricorda molto

In hoc signo vinces

della battaglia di Ponte Milvio. In più decise di riaprire al culto il tempio del Palatino. Poi, riflettendo, Aureliano capì che Eliogabalo, nonostante le sue stranezze, non aveva avuto poi tutti i torti… Quindi rilanciò il Sol Invictus, in forme più accettabili per il romano medio dell’epoca

Nel 274, ridedicò il Tempio e introdusse sia i Ludi Solis, che si festeggiavano nel Circo Sessoriano, in ricordo di Eliogalo, dal 19 al 21 ottobre e che costituivano la celebratio maxima, sia il Dies Natalis Solis Invicti, la celebratio minima, probabilmente il 25 dicembre.

Data che, nonostante le recenti affermazioni degli apologeti, non fu scelta per oscurare il Natale della chiesa di Roma, Aureliano, oltre ad essere tollerante in materia religiosa, fu il primo ad intuire il ruolo del cristianesimo come istrumentum regni, imponendo, nella controversia di Paolo di Samosata, una soluzione “papalina”

Semplicemente, dovette trovare la data più vicina al solstizio d’Inverno, che però non si sovrapponesse con i Saturnali, sempre per non irritare il popolino romano.

Toccò quindi al 25 dicembre: Licinio che più in Oriente si trovò in una situazione analoga, scelse invece il 19 dicembre…

Insomma, il rapporto tra Sol Invictus e Natale è più casuale che sostanziale, essendo forse la data di entrambi conseguenza delle bisbocce dei Saturnali

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3 thoughts on “Il controverso rapporto tra Natale e Sol Invictus

  1. secondo andrea carandini la prima messa di natale è stata celebrata a s.anastasia durante il regno di costantino, la chiesa esattamente sotto al palazzo imperiale e sfiorante la grotta dell’epifania dei lupercali

  2. Se la chiesa è dedicata alla Resurrezione, Anastasis, è posteriore alla basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme e quindi potrebbe risalire al 336 d.C. in linea con quanto evidenziato nel Cronographon del 354 d.C. Però, in questo caso si parla di culto pubblico e ufficiale: nei tutilum, case private, è possibile come testimonia Ippolito che già si celebrasse almeno nel 180 d.C.

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