Percorrendo la nostra strada…

tullio

Se posso fare una considerazione sulla bella discussione sullo Steampunk italiano, è che questa stia dimostrando come il movimento abbia raggiunto una sua maturità.

Pur essendo di nicchia, i numeri, anche se in continua crescita, sono quelli che sono, ha raggiunto una sua maturità, interrogandosi sulla identità e sulla possibilità di camminare sulle proprie gambe, passando dall’imitazione alla creazione.

La riconquista del sé, delle proprie radici non è una forma di nazionalismo o di passatismo o la sostituzione di un’ambientazione o di uno stilema narrativo con un altro.

E’ trovare le fondamenta di una propria visione del Mondo, per sfuggire a una omologazione che sfuma tutte le voci in un grigiore indistinto.

Noi scriviamo steampunk non per seguire mode o perchè vogliamo fingersi londinesi, ma per il fatto che abbiamo qualcosa da raccontare e proviamo a farlo a modo nostro.

E possiamo estendere questa consapevolezza sia al clockpunk, cosi mi hanno detto si chiami il retrofuturo esteso al Medio Evo e al Rinascimento, e del dieselpunk.

Per il primo, abbiamo un’infinita miniera di storie, che vanno ben oltre lo stereotipato Leonardo da Vinci.

Possiamo parlare degli automi di papa Silvestro II o degli incauti esperimenti con la nitroglicerina di Giovanni XXI, Pietro Ispano, capace nel 1200 di far saltare in aria mezza Viterbo, delle disavventure del Taccola tra Visconti, Durazzo e capitani di ventura spregiudicati, o del sogno di riconquistare Costantinopoli del Montefeltro e di Francesco di Giorgio Martini. Oppure della sarabanda di alchimisti del Seicento

Per il secondo, lascio la parola a Luca Oleastri

Per quello che riguarda il Dieselpunk: il Futurismo ITALIANO fu unico movimento culturale italiano che ha influenzato RADICALMENTE tutto il mondo, dai suoi esordi fino ai giorni nostri, è a tutti gli effetti e senza dubbio il capostipite d’ispirazione del Dieselpunk. Tutto il resto proviene dalle idee dei futuristi.

Basti pensare che il manifesto del Futurismo, scritto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, al punto 8 recita:

“Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente”.

A cui aggiungerei le vette dell’architettura razionalista, in cui potrebbe tranquillamente ambientarsi The Gernsback Continuum e la straordinaria visionarietà di Depero e dell’Aeropittura. Lasciando sempre la parola a Luca

Anche dal punto di vista tecnologico, l’Italia fino agli anni ’20 era allo stato dell’arte per quello che riguardava l’aviazione, l’ingegneria navale, e qualsiasi altro sviluppo tecnologico legato ai motori. Non per niente infatti l’anime Dieselpunk e di gusto futurista “Porco Rosso” del giapponese Hayao Miyazaki, oltre ad avere il titolo in lingua italiana, é ambientato in Italia e ha come protagonista un italiano (seppure un porco umanoide).

Prendiamo il coraggio a quattro mani, per farsi forza e passare all’azione, creando e scrivendo…. Come diceva un certo D’Annunzio, archetipo di tutti gli eroi Dieselpunk, Memento Audere Semper..

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12 thoughts on “Percorrendo la nostra strada…

  1. Pingback: Fantaliguria | ilcantooscuro

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