Il Messaggero

Mi mandò mio padre
ascoltando
il grido d’arsura
e lo stagno ferito
dal sole di bronzo
che l’onda muta in sasso

Affogavano sabbia
i mie passi
prore spezzate
dai capricci del vento

Naufrago m’aggrappavo
alle rare ombre

Stendendo bracci,
Cristo sulla croce
ruppi moltitudini del nulla,
per giungere ai rifiuti
del palazzo imperiale

Mi persi, tra cortili
e scalinate, incrociando
messaggeri o inganni

Sogna mio padre,
guardando
la terra desolata

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