Ancora sui generi letterari

Una delle critiche che mi è capitato di leggere in giro su L‘Uomo a un grado Kelvin di Piero Schiavo Campo è

“Un giallo travestito da opere di fantascienza”

Critica che dal mio punto di vista è campata in aria. Al di là del fatto che al giorno di oggi, parlare di separazione di generi letterari è un esercizio di puro onanismo mentale, mi piace ricordare come esista un substrato , descritto nello schema di Propp, comune a tutte le forme di narrazione.

Ciò che le diffenzia sono il linguaggio utilizzato e lo sfondo della vicenda: entrambi sono pienamente fantascientifici.

In particolare, vi è perfetta continuità tra pensiero dell’Autore, che sembra credere da buon fisico in un cosmo ordinato e comprensibile, e la struttura di giallo classico utilizzata.

Mentre, ne Il Canto Oscuro, ispirato alla struttura de Quer pasticciaccio brutto de via Merulana: la Realtà è un caos indistinto e inspiegabile dalla logica razionalità

 

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One thought on “Ancora sui generi letterari

  1. Pingback: Ibridazione che brutta parola ! | ilcantooscuro

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