Cantonese all’Esquilino

Nel gruppo di glottologia che frequento, c’è un’interessante discussione sulle origini dell’etrusco, considerato come possibile evoluzione di una lingua franca, utilizzata nelle steppe dell’Asia per comunicazione commerciale tra una cultura nomade indoeuropea e una stanziale agricola.

Ipotesi che mi ha fatto riflettere su alcune osservazioni empiriche che sto compiendo sull’evoluzione linguistica della comunità cinese all’Esquilino.

Indagine che è partita dal notare alcuni piccoli particolari: dalla difficoltà da parte degli han locali, compreso Li il barista, a comprendere i turisti provenienti dalla Cina, ai cartelli nei locali

Cercasi cameriere capace di comprendere il Mandarino

alla fiorente microindustria cinematografica che sottotitola in cantonese i film recitati in mandarino.

Gli immigrati cinesi di Piazza Vittorio, provengono dal Guangzhou e già dall’origine, si confrontano con due substrati linguistici: il cantonese, lo Yue, la lingua nativa e il mandarino, il Putonghua, il cinese ufficiale, basato sul dialetto di Pechino.

Lingue che, a sentire Li, e devo prenderlo in parola, sono dissimili tanto quanto il Portoghese e l’Italiano, anche come pronuncia.

Gli immigrati cinesi a Piazza Vittorio stanno compiendo una serie di operazioni: la sostituzione del substrato mandarino, visto come un’imposizione forzata, con quello italiano e una serie di modifiche relative al cantonese.

A quanto pare, vi è una semplificazione tonale e dei suoni sillabici, che tende a omologarsi a quella italiana, una perdita di sinonimi a favore di prestiti dal dialetto “romanesco”, modifiche della grammatica e della costruzione della frase, anche questa calcata sull’italiano.

Sarebbe interessante approfondire due temi: questi fenomeni stanno avvenendo anche in altre comunità cinesi, generando varianti locali del cantonese ? E’ un fenomeno tipico di qualsiasi comunità di emigrati (se dovessi pensare agli italo americani, direi di sì) ?

P.S. Qualcuno potrebbe dirmi… Ma tu scrivi fantascienza, che te frega della linguistica ? E’ che per il romanzo a quattro mani con Giorgio Sangiorgi, mi sto divertendo anche a impostare le modifiche linguistiche di una società post apocalittica

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4 thoughts on “Cantonese all’Esquilino

  1. qui nella macchia di Centocelle nel nostro cinese preferito i proprietari avevano (ora è cambiata la gestione) 2 figli in età scuola superiore uno/inizio università l’altro, che con i genitori parlavano in… “cinese” s.l. e poi tra loro continuavano in romanesco stretto, ovviamente li capivo meno così che in cinese 🙂

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