Nel bar di Li

Ogni alba scopre i deboli sipari

delle vite che recitano inganni

pensando vuote ai propri grigi affari

o naufragando nel caffè gli affanni

 

Barista dipinge solitudini

socchiudendo i neri occhi da orientale

oscuri e morti gorghi di acquitrini

dove il corallo prospera abissale.

 

Più di Hopper può la sua immaginazione

narrare vite infinite e lente storie

accennando parvenze d’abiezione

che finta redenzione sfuma e accoglie

 

Qualcuno paga il suo conto salato

rimpiange il sogno stanco di fuggire

dalle rovine di un lavoro odiato

la cupa percezione di morire

I Fantasmi di San Berillo

noname (1)

 

Sempre in occasione del focus sul Premio Solinas, questa sera all’Apollo 11, a via Bixio 80 sarà proiettato il documentario I Fantasmi di San Berillo di Edoardo Morabito
Fantasmi di ieri e di oggi popolano il vecchio quartiere di San Berillo, a Catania. 1958: mentre in Italia si chiudono i bordelli, San Berillo viene raso al suolo e i suoi abitanti deportati in periferia. Del quartiere rimane un pezzetto, dove si riversano migliaia di prostitute da tutta Italia, dando vita a uno dei quartieri a luci rosse più importanti del Mediterraneo. Fino a quando nel 2000 un blitz delle forze armate costringe ancora una volta gli abitanti del quartiere ad abbandonare le loro case.

«Sono entrato a San Berillo per seguire le “storie del sottosuolo” di quei personaggi di cui ci si innamora per la loro bellezza e il continuo attaccamento alla vita; per la loro sorprendente capacità di leggere l’umano e nello stesso tempo per la facilità con cui vengono tratti in inganno con le promesse più irreali; per il loro sperare nonostante tutto; per l’abilità di aprirti il cuore come dei bambini e poi essere crudeli come soltanto chi ha visitato l’abisso sa essere; e, ancora, per la facilità con cui alla fine riescono a ridere di tutto, della miseria ladra e di se stessi»

Edoardo Morabito

Regia e Montaggio: Edoardo Morabito – Soggetto: Edoardo Morabito, Irma Vecchio – Fotografia: Irma Vecchio – Suono: Riccardo Spagnol, Daniele Scialò – Interpreti: Donatella Finocchiaro (narratore) – Produzione: Lemur Films
Edoardo Morabito (Catania, Italia, 1979) si è trasferito a Roma nel 2003 per frequentare il corso di montaggio presso il Centro sperimentale. Ha poi lavorato come montatore di fiction e documentari, tra cui Io sono Tony Scott di Franco Maresco, presentato al Festival di Locarno nel 2010, e Andata e ritorno di Donatella Finocchiaro, selezionato alla Mostra di Venezia nel 2011.

Festa delle Lanterne

Venerdì scorso a Roma non si è festeggiato solo San Valentino: per per la comunità cinese dell’Esquilino c’ è stata la festa delle lanterne, con cui terminano il loro Capodanno.

Secondo la tradizione, le famiglie dovrebbero per le vie cittadine con in mano lanterne accese e colorate, mentre fuori dalle case si accenderebbero candele, per guidare gli spiriti beneauguranti alle abitazioni.

L’usanza sembra risalire al 180 a.C. e cade nel primo giorno di luna piena dell’anno.

In Cina, il tutto termina con rito del drago in fiamme, durante il quale viene dato fuoco alle enormi lanterne a forma di drago per simboleggiare il ritorno della creatura (rappresentante di fertilità e ordine) in cielo.

Speriamo che, alla faccia dei mugugnatori locali, di vedere presto le stesse cose anche a Piazza Vittorio

Giordano Bruno è Fagot ?

Giordano Bruno è Henry Fagot, la misteriosa spia di Elisabetta, colpevole di aver mandato al rogo e fatto squartare decine di cattolici e di aver portato all’esecuzione di Maria Stuart ?

La questione è assai controversa: di Fagot sappiamo che era italiano, che era un sacerdote, il che esclude l’ipotesi Giovanni Florio, che bazzicava ambasciatore francese a Londra Michel de Castelnau e quello spagnolo Mendoza.

Tutti indizi che si mappano bene al filosofo nolano: però manca una qualsiasi prova concreta. Le stesso note di spesa, emesse da Walsingham, sembrano essere sussidi a favore della sua attività di letterato e per evitare che polemizzasse con i circoli culturali di Oxford

Anche il processo a Bruno, ha parecchi lati ambigui: non è chiaro perchè Bruno sia voluto tornare in Italia e neppure le spiegazioni “spionistiche” convincono molto.

O Il perchè il 30 luglio 1592, dopo la sua abiura veneziana

Domando humilmente perdono al Signor Dio et alle Signorie Vostre illustrissime de tutti gli errori da me commessi; et son qui pronto per essequire quanto dalla loro prudentia sarà deliberato et si giudicarà espediente all’anima mia […] et se dalla misericordia d’Iddio et delle Signorie Vostre illustrissime mi sarà concessa la vita, prometto far riforma notabile della mia vita, ché ricompenserò il scandalo che ho dato con altrettanta edificatione

La vicenda non si sia chiusa, ma Roma abbia chiesto l’estradizione, inizialmente respinta il 3 ottobre e poi approvata il 7 gennaio 1593, dopo l’invio del cardinale Santorio di un memoriale, purtroppo perduto.

O Il perchè Bruno non si sia appellato al tribunale dei conservatori, per prendere tempo o perchè dopo l’abiura del 10 settembre 1598, invece di far compiere al filosofo pubblica ammenda e spedirlo ai domiciliari, si prende tempo, sino a quando il 16 settembre, salta fuori un nuovo memoriale, anche questo scomparso nel nulla, che porta al condanna alla sua condanna al rogo

O perchè sia scomparso l’orginale della sentenza, ma rimanga solo una copia parziale, in cui spicca l’accenno all’Inghilterra.

O perchè, nonostante il silenzio delle spie inglesi presenti a Roma all’epoca, Essex prima dell’accusa di tradimento, aveva tra le carte un memoriale sul processo di Giordano Bruno.

Tanti punti oscuri, che però si scontrano con un dato di fatto: non c’è nessuna testimonianza, relativa al processo, in cui si accenni anche lontanamente alle accuse di spionaggio e tradimento…

Ventennale Poeti d’Azione

Il 20 febbraio, presso il Centro Culturale Elsa Morante di Roma, comincerà una settimana di celebrazioni dedicata al ventennale dei Poeti d’Azione, movimento d’avanguardia fondato da Alessandro D’Agostini che si è sempre posto l’obiettivo di riportare la Poesia al centro della Vita, restituendo agli artisti il ruolo di sentinelle dell’alba, coloro che guardano oltre l’Apparente, per preparare la via al futuro.

Il poeta non può essere avulso dalla società, ma ne costituisce gli anticorpi, contro l’infezione del Nulla e del Banale.

La manifestazione inizierà alle 18, con il vernissage della pittrice Germana Gismondi e dello scultore Gabriele Giardini. Seguirà la presentazione del nuovo disco di Giampaolo Bellucci, “Un grappolo di rose appese al sole”, con la prefazione del filosofo Manlio Sgalambro.

Sempre nel primo giorno della Manifestazione, alle ore 19, sarà proiettato il film-documento “Soffocamento”, al quale seguirà un dibattito con la partecipazione del pubblico presente in sala, coordinato da Alessandro D’Agostini e presieduto dallo scrittore Petrangelo Buttafuoco, dal poeta Elio Pecora, dal poeta Valentino Zeichen e dal Dott. Pierluigi Manieri, Direttore Artistico del Centro Culturale Elsa Morante

Architettura Dieselpunk

Pochi conoscono l’Acquario romano. Gli nuoce forse essere nascosto in un angolo dell’Esquilino, rione già di per sé dimenticato dall’amministrazione capitolina, che lo considera poco più di una discarica di problemi. Eppure, pochi luoghi a Roma possiedono lo stesso fascino: a cominciare dal giardino, in cui spiccano i resti delle mura serviane,  per passare alla sua grande sala aperta e luminosa, caratterizzata da un doppio ordine di colonne in ghisa e decorata da capolavori della pittura liberty, degno scenario di qualsiasi racconti steampunk.

Questo edificio, abbandonato per anni, è diventato sede della Casa dell’Architettura: cosa che gli ha giovato, rendendolo sede di interessanti mostre e convegni.

L’ultima che ho avuto il piacere di visitare è dedicata all’architetto Francisco Salamone, documentate in uno splendido bianco e nero dal fotografo Stefano Nicolini che rende in maniera magnifica il loro spirito visionario.

Francisco Salamone nacque a Catania nel 1897 ed emigrò in Argentina a quattro anni insieme alla sua famiglia. In soli quattro anni, tra il 1937 e il 1940, costruì in cemento armato decine di edifici pubblici – circa 70 – in molte cittadine della provincia di Buenos Aires, allora retta dal governatore conservatore Manuel Fresco, in uno stile che unisce il razionalismo italiano e Art Decò, creando scenari degni di Metropolis e che rende visivamente gli incubi e i sogni del dieselpunk, dall’illusione che la tecnologia sia la soluzione a ogni problema alla natura spersonalizzante dello Stato, leviatano che costringe l’individuo a perdersi in una massa anonima..

Horti Lamiani II

Per riprendere il discorso sugli Horti Lamiani pressi del Krisna 13 fu rinvenuto nel 1874 un gruppo di capitelli di lesena, probabilmente pertinenti alla decorazione architettonica di uno degli ambienti descritti da Lanciani; la lavorazione è raffinatissima, una lastra di marmo rosso antico (marmo del Tenaro) accoglie una decorazione ad intarsio di pietre dai colori contrastanti. Un lusso stupefacente degno di un imperatore “eccessivo” come Caligola.

Nel dicembre dello stesso anno durante i lavori di realizzazione del sistema fognario di via Foscolo, il terreno cedette, all’altezza di dove oggi c’è la vetreria, e diede accesso ad una camera sotterranea piena di statue. La prima a comparire fu una testa di Bacco semi colossale, coronata di edera e corimbi; poco a poco lo scavo fu allargato e vennero alla luce altre sculture: il corpo semidisteso del Bacco, di cui era stata in precedenza trovata la testa; i busti di due Tritoni, sui capelli dei quali erano conservate tracce di doratura; il magnifico busto di Commodo e le varie parti della complessa allegoria che costituisce la sua base. Sempre nello stesso ambiente furono rinvenute anche due statue di Muse e la statua di Venere che si prepara ad entrare nel bagno allacciandosi un nastro intorno ai capelli e infine molti pezzi di altre sculture: braccia, gambe, mani e teste.

Secondo Lanciani queste sculture

« dovevano essere cadute per la rottura delle volte del piano superiore che era il piano nobile dell’edifizio e trovavasi al livello del suolo antico »

In realtà la concentrazione in un unico vano di un gruppo di opere di natura e datazione assai diverse, piuttosto che alla decorazione di un unico ambiente, fa pensare ad un deposito in occasione di una ristrutturazione dell’edificio, ai tempi di Alessandro Severo o per proteggerle da un pericolo imminente, durante i saccheggi del V secolo

Nel 1874 alcuni scavi compiuti in via Ariosto avevano anche portato in luce un piccolo impianto termale databile attraverso i bolli di mattone agli ultimi decenni del III secolo Nel momento in cui fu deciso l’abbattimento di tale edificio, gli archeologi si trovarono davanti una moltitudine di frammenti di sculture con i quali fu possibile addirittura ricomporre una raffinatissima tazza di fontana di età tardo repubblicana decorata con elementi vegetali inseriti all’interno di un disegno creato da tralci d’acanto. Dai muri delle terme riapparvero altri frammenti di sculture e un’iscrizione che in origine doveva appartenere alla base di una statua con la firma di un artista di Afrodisia. Le sculture conservavano tutte tracce di colore e di doratura.

Consigli per San Valentino

casamatta

Oggi è San Valentino: se siete fidanzati o single e abitate nella zona di Massa o dintorni, c’è un modo alternativo per trascorre la serata. Invece di essere banali, di andare al ristorante, o in qualche smielato concertino, vi consiglio di passare al CasaMatta, in via Alberica, 62, dove si inaugura la personale di Dorian Rex, ammirando opere di profonda inquietudine, che, specie a noi maschietti, fanno riflettere sul mistero della femminilità.

Se poi, invece di regalare alla vostra metà un mazzo di fiori o una scatola di cioccolatini, la volete stupire con un’opera di Dorian, ancora meglio… Perché Amore è stupire, diffondendo bellezza

P.S. se siete a Roma, invece, stasera fate una scappata al Mangiaparole, in via Manlio Capitolino… Ci sarà un aperitivo speciale per gli innamorati, accompagnato da musica e dalla performance di Alessia Luongo

Concerto Grosso

caravaggio-concerto

 

Qualche goccia svogliata
ignara di modelli e integrali
cade sul traffico romano
schiavo di enigmi e ingorghi
che nessuno attrattore strano
può mai interpretare.

Rimbalza sui vetri e lamiere
con il ritmo
di un batterista alle prime armi
perdendosi nel gorgo
di sistemi non lineari.

La luce del lampo è un ostinato assolo
perso tra i riflessi di semafori
sbrecciati e deliri
di biscrome impazzite

Il riff dei motori prova a spiccare
spacciandosi per l’improvvisazione virtuosa
di un solista imbarazzato.

Nessuno lo nota, fuggendo
tra pensiline scrostate e il proprio vuoto.

Nel bar osservo la parodia del silenzio
inseguendo la mia voce e un verso.

 

Presentazione di The Magazine of Fantasy& Science Fiction

Questa sera, ore 19.00, al Centro Elsa Morante, polo culturale nell’avanguardia romana, sito nell’omonimo piazzale, la casa editrice Elara presenta l’edizione italiana di The Magazine of Fantasy& Science Fiction, storica testata americana di narrativa fantastica che in più di 60 anni di vita ha pubblicato i massimi autori del settore ed ha vinto i più prestigiosi premi letterari sia come testata sia per i racconti pubblicati sulle sue pagine.

Fantasy & Science Fiction è diventando nel tempo un punto di riferimento irrinunciabile per gli amanti del fantastico di qualità in tutte le sue forme: dal fantasy alla fantascienza, dal thriller sovrannaturale al moderno fairy tale ospitando autori come Isaac Asimov, Richard Matheson, Ray Bradbury, Neil Gaiman e moltissimi altri. L’edizione Italiana, distribuita con cadenza mensile nelle edicole, tra l’altro comprata e apprezzata dal sottoscritto, seleziona il meglio dell’edizione americana e presenta ai lettori del nostro paese una panoramica completa del fantastico contemporaneo di qualità offrendo loro sia i grandi nomi dalla fama ormai consolidata sia i nuovi autori di talento che saranno i classici di domani.

A parlarne, il buon Pier Luigi Manieri e Armando Corridore, editore dell’Elara e grande saggio nel campo della fantascienza.

Si chiacchierà di mondi lontanissimi e crisi energetiche su scala planetaria. Di computer a vapore e dischi volanti che atterrano all’Esquilino. Del mercato dell’editoria e di eroi e mutanti. E ancora, vampiri, elfi e zombie. Ma soprattutto delle grandi firme dell’immaginario.

Non si può mancare (se si riesce a scappare dal lavoro e dalle noiose incombenze del quotidiano…)