Horti di Mecenate I

mecenate

Gli Horti Maecenatis erano giardini di proprietà del buon vecchio Gaio Cilnio Mecenate potente consigliere ed amico dell’imperatore Augusto ed erano grossomodo all’angolo sud-occidentale dell’attuale piazza Vittorio Emanuele II. Confinavano ad est, con gli Horti Lamiani, come riportato dalle fonti letterarie e forse con i Maiani.

Non è chiaro dove finissero a Nord: i topografi si stanno scannando sul fatto che essi si estendessero su entrambi i lati dell’agger, il terrapieno difensivo a supporto delle vecchie mura serviane a nord e a sud della Porta Esquilina. Il fatto, però, che numerosi puticuli (fosse comuni) dell’antica necropoli esquilina siano stati trovati presso l’angolo nord-occidentale di piazza Vittorio Emanuele II, che si trova fuori della Porta Esquilina e dell’agger e a nord della via Tiburtina vetus, induce a ritenere probabile che gli Horti Maecenatis si estendessero a nord della porta e della strada, su entrambi i versanti del rilevato difensivo di età repubblicana ormai in disuso.

Ma come mai a Mecenate venne l’idea di costruire una villa, in un posto malfamato come l’Esquilino, deve la necropoli repubblicana era decaduta a livelli infimi, con i cadaveri esposti all’area aperte e i fuochi delle prostitute ?

In cui il fetore era talmente forte, che per esorcizzarlo, i latini eressero un tempio a Mefitis, dea che per gli osci presiedeva alla transumanza e ad accompagnare le anime nel regno dei morti, e che i romani trasformarono prima nella dea delle esalazioni vulcaniche (e quindi da qualche parte, nell’antichità, doveva esserci una sorgente termale o una solfatara nell’Esquilino) poi della puzza… Tempio che si pensa, pur mancando evidenze concrete, che sia dove attualmente vi è il capolinea del trenino dei Laziali.

Tornando a noi, Mecenate fece un delle più grandi speculazioni edilizie della storia… Tutti i vip della Roma dell’epoca desideravano avere una villa sul Palatino, ma lo spazio edificabile era terminato…

Poi, tutti i vari rami della gens Iulio Claudia, per accaparrarsi favori e prebende, avevano deciso di fare incetta delle domus accanto a quella di Augusto… Insomma, si poteva comprare ben poco e a prezzi folli.

Così Mecenate creò l’Olgiata dell’epoca. Con un tozzo di pane comprò i terreni della necropoli repubblicana, fregandosene di ogni tabù religioso spianò tutto, e dopo aver dato il buon esempio, cominciò a vendere a peso d’oro le nuove aree edificabili.

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