ATMAN

Afrodite,  2013, 100x150 Veronica Gaido jpg

 

Sempre in occasione del a MIA – MILAN IMAGE ART FAIR, la fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia, Veronica Gaido, artista, ritrattista e fotografa di moda, sarà presente dal 23 al 25 maggio con il progetto ATMAN, un caleidoscopio fluido di colori e di forme dai toni pastello che nasce dall’unione di due elementi fondamentali come l’anima e l’acqua: l’intento è mettere a fuoco la realtà perduta per abbandonare il peso delle delusioni vissute e cominciare un nuovo viaggio verso la salvezza dell’anima.

Progetto che nasce nel 2012 a un tour tra India, Bangladesh e Africa per poi diventare una mostra itinerante curata da Enrico Mattei e Roberto Mutti, che toccherà Pietrasanta, Milano, Londra, Parigi e New Delhi. Prima dell’inizio di MIA – MILAN IMAGE ART FAIR l’artista presenterà il progetto “ATMAN” in una preview che si terrà giovedì 22 Maggio alle ore 18.00 presso lo spazio espositivo della Galleria Photo&Contemporary (Central Point, stand 20) – SUPERSTUDIO PIÙ, Milano.

Le immagini intendono mettere a fuoco la realtà perduta, pulire la propria anima dalle circostanze negative del vivere per cominciare un nuovo viaggio. Il viaggio non è inteso però solo nella forma materiale di spostamento fisico, ma assume la funzione portante di vero e proprio maestro di vita: l’elemento che rompe la monotonia e porta l’individuo a confrontarsi, nell’abbandono ai piaceri e nella scoperta di una rinascita, con nuove realtà o una nuova vita, che possa allontanare il pericolo della sofferenza, come per i profughi nelle immagini in mostra, dove si legge la circolarità infinita della triade nascita-vita-morte.

Il viaggio che la stessa artista, attraverso la fotografia, percorre, alla continua ricerca di crescita e per ritrovare la sua strada e il suo cammino verso un luogo in cui esista la salvezza dell’anima e si possa abbandonare tutto il peso delle delusioni vissute.

Condizione ideale per la creazione, per Veronica Gaido, deve dunque essere quella dell’atarassia, cioè uno stato di serenità imperturbabile, in cui essere totalmente padroni di se stessi e dominare perfettamente le passioni con la ragione. Da questo stato si arriva all’essenza, all’Atman, al famoso soffio vitale e quella luce, quel sole, che irradia e anima il tutto, una forza maschile in cui Veronica si riconosce al livello di pensiero.

In questo continuo dualismo tra bene e male che domina l’essere umano da sempre, l’acqua funge da scenario principale: incolore e inodore ma fondamentale per la vita e all’origine di essa, l’acqua è la sostanza pura per eccellenza indispensabile per l’uomo, con un profondo valore simbolico legato alla purificazione e alla creazione.

Sono immagini appena riconoscibili quelle che compongono il progetto ATMAN, un caleidoscopio fluido di colori e di forme dai toni pastello. Sembrano più che altro impressioni colte dalla memoria dell’artista, quello spazio interno, psichico, pulsante, intimo, il dentro dell’anima che urge nel corpo, e che raggiunge la superficie espressiva, gli detta il tempo di azione, la stasi riflessiva, la dinamica, il gesto fotografico. Una sola sfera esistenziale che dialoga con il dentro e il fuori che si realizza nello spazio grazie allo scatto impiegato dalle esigenze dell’artista.

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