Hydropunk su Amazon

Approfittando del fatto che su Amazon sia stato messa in vendita l’antologia HydroPunk-The Drowned Century, curata dal buon Giovanni Grotto, che speriamo se la passi bene giù un Australia, butto giù un paio di riflessioni svagate.

La prima, sull’ottimo lavoro di Giovanni: sono anni che sento piagnistei sulla stato della fantascienza italiana, sul fatto che per combinazioni astrali e genetiche non saremmo in grado né di leggere, né di scrivere racconti e short stories. Ebbene le antologie di Giovanni, realizzate con impegno e passione, senza il supporto di una casa editrice strutturata, stanno a dimostrare il contrario.

Gli autori sanno scrivere e bene anche racconti e i lettori non li sfuggono come la peste.

La seconda parte dalla recensione di Dino Gargano all’antologia

Un raccolta di racconti , tutti di autori italiani , che esplora in modo completo una tematica ricorrente nell’universo fantascientifico , quella delle mutazioni climatiche , naturali e non ..che causano un innalzamento degli oceani e relative conseguenze…
Senza voler svelare nulla pongo solo l’accento sulla qualità complessiva dei racconti , ognuno di loro non sfigurerebbe in un ” best of ” dei relativi autori , tra cui vi sono molti dei bravi narratori italiani del genere .

Assolutamente consigliato , un libro che si legge di un fiato , che commuove ed entusiasma

Premesso che, pur partecipando al progetto Hydropunk, per età, esperienza di vita e l’essere dilettante, mi chiamo fuori dal giudizio, Gargano ha perfettamente ragione.

Con il suo lavoro, Grotto ha dato evidenza a una generazione di “giovani turchi” della narrativa fantastica italiana, accomunati da una scrittura visionaria e da una sperimentazione linguistica, raffinata ogni giorno da quella palestra che è il web.

Generazione che raggiunge il culmine in Alessandro Forlani e che dovrebbe essere meglio valorizzata dalle case editrici che troppo spesso guardano al passato e all’esotico, piuttosto che a ciò che hanno sotto il naso

The NolaEastman Series

NOLA

 

Con l’avvicinarsi del Photofestival Milano, la galleria AREA35 Art Factory, il cui proprietario, ricordiamolo è un gran fotografo, inaugura una serie di interessanti mostre a tema.

La prima, Giovedì 22 maggio 2014, alle ore 18.30

“the NolaEastman Series” mostra di Niccolò Alberici, fotografo e scrittore o meglio un esploratore dello spirito che viaggia nel Mondo per scoprire se stesso. Così le sue foto divengono un diario spirituale, uno zibaldone di dubbi e mutamenti

E New Orleans, a cui è dedicata la personale, città ambigua e complessa, confine tra il vecchio e nuovo, incerta tra fantascienza e innovazione, dove le ligue si confondono come in una eterna Babele, partorendo sempre qualcosa di nuovo, è perfetto specchio dell’animo umano….

Comunquel lascio la parola ad Alberici, capace molto meglio di me di narrare il suo progetto

Quasi ogni anno mi reco negli Stati Uniti ed ogni volta che sbarco oltreoceano ho una promessa o se vogliamo un debito: devo passare del tempo a New Orleans.
C’è una parola che dà il senso di tutto quello che New Orleans sia: N.O.L.A.

Questa abbreviazione, tipica di una certa praticità americana, non è nient’altro che l’unione di due acronimi: N.O. (New Orleans) e L.A. (Louisiana).

Queste quattro lettere puntate per uno straniero, per di più se semplice turista che si reca a New Orleans per fare baldoria nella tanto famosa Bourbon Street, non significano un granché, di sicuro.

Nella parola N.O.L.A. sta il senso della città, la città vera con i suoi cittadini che abitano e vivono nei confini della piccola metropoli della Louisiana.

In questa serie sono presenti scatti realizzati un anno fa con un corpo Nikon Fe del 1978 ed un ottica fissa 20 mm. La pellicola è la Eastman Double-X 35 mm a media sensibilità, 250 asa.

Essa si differenzia dalle pellicole tradizionali per applicazioni generali, quali le 400 asa di altri noti produttori, che a fronte di una grande affidabilità pagano una sostanziale uniformità del soggetto ripreso.

La pellicola utilizzata in questa serie, per di più se condotta in una modalità privilegiante la tempistica, fornisce, sia in fase di sviluppo del negativo &d ancor di più in camera oscura e stampa, una notevole differenziazione di tonalità di contrasti. Queste caratteristiche sono rese possibili dal fatto che è stata progettata &d utilizzata per il cinema al fine di ottenere e mantenere un’ampia profondità di campo, stabilità delle componenti strutturali dell’immagine facendole risaltare nella presenza dei contrasti.

Tralasciando i dettagli tecnici, questa serie è stato pensata e realizzata per raccontare New Orleans: a tal fine ho scelto i veicoli espressivi della scrittura e della fotografia.
Si ritrovano la vita per le strade, negli infiniti bar del french quarter e non solo, che poi sono luoghi d’incontro, di conversazione e condivisione, dove anche uno straniero può entrare in contatto con le varie anime delle diverse comunità &ediventare quello che loro definiscono con il termine inglese un “local”, vocabolo che ha un significato molto più pregnante rispetto a come lo traduciamo nella nostra lingua: io suggerirei di tradurlo con la parola indigeno, non con locale.
New Orleans è una di quelle città che con la sua storia, con la sua gente – il suo fortissimo ascendente europeo di estrazione francese, spagnola, inglese, italiana, tedesca, irlandese, scozzese, portoghese etc. – con le sue tradizioni, i suoi culti, con la sua debordante musica onnipresente sia a livello dilettantistico e turistico sia di grande qualità e spessore, con i suoi colori contrastati, con le piaghe continue a cui è stata sottoposta nei secoli – dalla battaglia del 1862 durante la guerra civile al passaggio dell’ ingorda madre omicida passata alle cronache con il nome di katrina – con il suo passato di alti e bassi, riesce a diventare un luogo della mente.
E’ una città sia di passaggio sia di ricovero, magari per gente che dall’Europa vuole iniziare una nuova vita o vuole sposare lo stile di vita americano, tenendo conto che Nola non è un posto qualsiasi sul territorio degli Stati Uniti: essa è più un’eccezione, è un’isola che galleggia, un qualcosa che di per sé sta in piedi con proprie regole; non è rapportabile alle grandi metropoli della East Coast, nè con quelle del Midwest, nè con quelle della West Coast e tantomeno con i piccoli centri dell’America rurale o industriale.

Di fatto è un agglomerato stratificato di quelle parti geografiche degli Stati Uniti che ho appena citato nelle righe precedenti e di ondate migratorie provenienti in maggior parte dall’Europa.

New Orleans, Proud to call it Home.
AREA35 Artfactory Via Vigevano, 35 20144 Milano. (MI)
Tel +393393916899

info@area35artfactory.com –

http://www.area35artfactory.com

Fiere nel weekend

morimondo

Dopo un sabato intenso, mi permetto di segnalare due eventi per i miei lettori del Nord Italia. Il primo è Vaporosamente, che con una bellissima definizione, si proclama il circo ambulante del vapore un must per gli appassionati del genere steampunk che si tiene a Torino e a cui partecipano tutti i luminari del settore.

Anche stavolta, causa matrimonio e viaggio di nozze, il sottoscritto ha dato buca, ma spera di recuperare nelle prossime edizioni.

Il secondo, il Villaggio dei Libri che si terrà presso Morimondo, cittadina lombarda dalla splendida abbazia (dove vissi una demenziale avventura con il mio autoproclamato cugino Ion, che spero abbia realizzato i suoi sogni in Moldova) la prossima settimana, dove parteciperanno tanti piccoli editori, alcuni di narrativa fantastica e fantascientifica

Euro e teoria del caos

Negli ultimi giorni, con l’approssimarsi delle elezioni europee, politici di ogni genere e risma sparano dichiarazioni a raffica. Uno dei temi più controversi è quello della moneta unica: c’è chi parla di tragedie imminenti se vi rimaniamo, altri preannunciano piaghe bibliche se ne usciamo fuori.

In realtà, entrambi aprono la bocca e vi mettono fiato: per dimostrare questa tesi, proviamo a ripassare un poco di matematica.

L’economia, intesa come insieme di relazioni e di scambi, può essere modellizzata come una rete a feedback (per i più smaliziati come una particolare tipologia di sistemi AC di Classe IV, secondo Wolfram)

Per un numero N di nodi sufficientemente grande, dipendente dal tipo di relazione implemenentate, attualmente tale valore è considerato pari a 20, il sistema entra nelle condizioni espresse dalla dinamica non lineare (la teoria del caos, per intendenderci)

Sistemi caratterizzata dalla forte dipendenza puntuale dalle condizioni iniziali (il cosiddetto effetto farfalla) e dall’indipendenza complessiva dalle stesse condizioni iniziali (l’evoluzione del sistema sarà sempre vincolata nell0 spazio delle fasi dai suoi attrattori strani)

Vuol dire che non possiamo definire a medio termine le conseguenze di qualsiasi decisione in ambito economico: tuttavia, questa sarà sempre compresa in un insieme di valori (in pratica qualsiasi finanziaria farà il governo, non ci renderà mai tutti ricchi o tutti poveri, ma il reddito medio tenderà a oscillare in una fascia ben definita)

Ciò vale anche per l’uscita dall’Euro: non sarà una manna dal cielo, nè una catastrofe epocale, essendo a medio termine invariante rispetto all’attrattore strano che definisce l’economia italiana.

Per cui, tale decisione, è legata a considerazioni esterne all’economia, dal tutelare il potere d’acquisto e reddito di bacini elettorali alla concezione che si ha della propria sovranità nazionale (essere più o meno junior partner del Reich tedesco, insomma…)

Inoltre, qualsiasi sia la decisione, compito del governo, è cercare di governare il transitorio, magari non utilizzando tecniche di sincronizzazione di circuiti caotici, ma il semplice buonsenso, che pare così raro in Italia..

Battezzare ET

La battuta di Papa Francesco sui marziani, estrapolata da un discorso più ampio, in cui il Pontefice evidenziava come i sacramenti non si debbano negare a nessuno (divorziati, figli di coppie di fatto, omosessuali… Il che mi pare una cosa assai più rivoluzionaria del “battezziamo ET”, visto che non entra in testa a parecchi parroci) ha generato un subbuglio nel gruppo di scrittori di fantascienza che bazzico su Facebook.

A dire il vero, però, il Santo Padre non ha detto nulla di particolarmente eccentrico nell’ambito del cattolicesimo. Fin dalle origini, infatti, i teologi hanno discusso sulla questione della pluralità di mondi e dei loro abitanti

Il primo a porsi il problema è stato papa Zaccaria (741-752) che nell’Epistola XI ad Bonifacium esprime le sue perplessità sulle tesi di un certo diacono Virgilio, che andava insegnando una dottrina sulla pluralità di mondi abitati.

Papa Zaccaria esprime le sue perplessità sul fatto che gli abitanti degli antipodi, del Sole e della Luna siano discendenti di Adamo, mettendo ponendo in discussione l’unità del genere umano; tuttavia non vieta che si possa pensare come Dio possa averli creati indipendentemente da noi.

Posizione che è abbastanza diffusa nel Medio Evo e che non provoca scomuniche di sorta: per dirla come il buon vecchio Ockham, negare l’esistenza di altri mondi e dei loro abitanti significa limitare arbitrariamente l’onnipotenza di Dio.

Il culmine si raggiunge con il cardinale e teologo Nicola Cusano, nella sua opera più importante De docta ignorantia del 1440, ammetta la possibilità che Dio potesse avere creato altri mondi con altri esseri razionali in uno spazio senza limiti. Anche questi esseri razionali, egli scrive, sono creati ad immagine di Dio ed eredi delle promesse di Cristo.

E probabilmente il buon Giordano Bruno finì sul rogo per motivi più complessi che le sue posizione teologiche sull’Universo che poco dicevano di nuovo rispetto al Medio Evo.

Tesi che in questo secolo, specie in ambito gesuite, sono tornate in auge… Inoltre sia il Cristianesimo, sia l’Islam, sia alcune tipologie di ebraismo ammettono l’esistenza di esseri razionali di natura diversa da quella umana (es. angeli, demoni, dijinn).

Per cui, l’esistenza degli extraterresti è compatibile con il pensiero cattolico. Il problema è: ET si salva o no ? Il sacrificio di Cristo vale anche per lui ?

Ci sono due posizioni: la prima è che essendo fuori dal Peccato Originale, non avrebbero alcun problema di questo tipo.

Come dice l’astronomo gesuita dell’Osservatorio astronomico del Vaticano Josè Funes

“Se dovessero esistere extraterrestri intelligenti, e mettete per favore in evidenza questo “se”, non ci sarebbero contraddizioni. Questi esseri sarebbero già fuori dal peccato e in accordo con Dio. L’umanità terrena andrebbe vista quindi come l’evangelica pecorella smarrita che Cristo vuole riportare all’ovile per farla stare con le altre 99″

La seconda è quella classica della Scolastica: prima del contatto con i missionari cattolici, vigerebbe quanto affermato dal buon San Tommaso d’Aquino
.
“Dal fatto che tutti gli uomini sono tenuti a credere esplicitamente alcune verità per salvarsi, non c’è inconveniente alcuno che qualcuno viva nelle selve o tra gli animali bruti. Poiché appartiene alla Divina Provvidenza provvedere a ciascuno le cose necessarie per la salvezza, a meno che uno non lo impedisca da parte sua. Perciò, se uno educato secondo la ragione naturale si comporta in maniera da praticare il bene e fuggire il male, si deve tenere per cosa certissima (certissime tenendum est) che Dio gli rivelerà per interna ispirazione le cose che deve credere necessariamente o gli invierà qualche predicatore della fede come fece con S. Pietro e Cornelio (At 10,1 55)” (S. Tommaso, De Veritate, 14, 11, ad 1).

Al di là del fatto che si possa discutere all’infinito sul concetto di ragione naturale per un alieno, in teoria se si comporta bene, non finisce all’Inferno…

Inoltre, avendo secondo la Scolastica il sacrificio di Cristo valore cosmico e universale, gli alieni sarebbo inclusi nella Redenzione

KOKESHI REBEL FESTIVAL

kokeshi

 

Dopo un periodo di pausa, legato alle vicissitudini del matrimonio e al viaggio di nozze, ricomincio a mettere mano sul blog.

In particolare, segnalo un evento che sicuramente interesserà gli amanti della cultura giapponese a Roma

DOMENICA 25 MAGGIO ORE 15 presso Visiva via Assisi,117, si terrà la 

I° EDIZIONE DEL KOKESHI REBEL FEST.
Nella location (articolata su tre livelli espositivi), vi saranno:
installazioni, 
videoproiezioni,
esposizioni scultoree, pittoriche e fotografiche,
performance di artiste di fama internazionale che narrano il Giappone e le sue contraddizioni.

Si potrà assistere a cerimonie giapponesi (cerimonia del tè, shodo, origami e ikebana),
spettacoli di musica tradizionale con i taiko,
esibizione di shibari (antica forma artistica di legatura giapponese),
spettacoli di danza butoh.

Vi saranno conferenze sul fenomeno Gothic Lolita e sull’irezumi (il tatuaggio tradizionale giapponese) e si potranno ammirare i lavori di tatuatrici nazionali ed internazionali (il Rebel Kokeshi Art Group Show);

Il tutto abbinato a japanese food e dj set.

Per maggiori informazioni sul festival, le artiste e il programma:www.kokeshirebelfest.com.

ARTISTE SELEZIONATE DEL KOKESHI REBEL FEST:

PERFORMANCE
,Francesca Fini,Isabella Corda/Dolcissima Bastarda-model Damiana Ardito,Inanna Trillis ,Madame Decadent, Nilde Mastrosimone, Beatrice Red Lily Giliuto-model Rimmel Lil Etoile, Sylvia di Ianni, Ass.Tondo Rosso ,Ikebanado Sogetsu,Taiko-Scuola di Rita Superbi.
Black Bijou,Corinna Bologna&Roberta Morelli, Sabina Parisi,Tiziana Cesarini.

CONFERENZE
Anna Livia Carella(Irezumi),Gloria Carpita(Gothic Lolita)

Dj-set
De Monique

ARTISTE/ESPOSIZIONE– (fotografia-istallazioni-scultura disegno-pittura-tecnica mista -video art)
Alessandra Di Francesco, Anita Genca, Anna Vittoria Schembri, Beatrice Alegiani, Benedetta Borrometi ,Heidi Hirvonem, Hadeel Azeez, Jennifer Somosa, Kodaira Taki, Lei Lei, Maria Maquieira, Marta Bohórquez, Marjan Fahimi, Monica Candiani, Yoshiko Watanabe, Giorgia Sbuelz, Giusy Lauriola, Emanuela De Luca,Koto Hirai,Pellegrini Daniela,Viviana Mauriello,Giusy Lauriola,Marta Pesta,Silvia Scaringella,Luisa Contarello,Alessandra Di Francesco,Cecilia W De Lucia,Francesca Mariani.

CREAZIONI SARTORIALI
Astriaha.

ART GROUP SHOW(tatuatrici)
Anita Rossi,Anna Melo,Anna Sandberg,Cecilia Granata,Cecilia Hateful,Federica Madonna,Francy Bottone,Horiyuri,Jessica Faraone,Lady Venom,ManekyStefy,Mara Moon,Marley Mckey,Nicoz Balboa,Nilla Piercing,Rita la Zia,Sharuzen,Viola VonHell

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ingresso: tessera 10 euro

www.kokeshirebelfest.com
www.facebook.com/KokeshiRebelFest