Prendimi per mano

porro

Venerdì13 Giugno a GERENZANO ( al parco degli aironi Via Inglesina) dalle 18 alle 22 si inaugurerà la personale “Prendimi per Mano” di DANIELA PORRO con balletti e sculture viventi.

I balletti, a cui parteciperà Isabella Tosca saranno su canzoni di De Andrè

Daniela Porro, nata a Saronno, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e conseguito il Diploma in Maestro d’Arte. E’ pittrice ed incisore, espone in mostre collettive ed individuali da diversi anni. Tra le mostre più importanti ricordiamo Como al Palazzo del Broletto, Bergamo, Milano nella Biblioteca Sormani con la presentazione di Ugo Ronfani, Lido di Lenno (con scenografia per Miss Italia), Saronno, Merate nel Castello, e nel 2012 espone una propria monografia in due posti molto importanti come il Teatro Olimpico di Roma e la Biennale del castello Estense di Ferrara.

Non so bene per quale motivo ma dal primo momento che ho visto le opere di Daniela Porro il mio pensiero rileggeva nello sguardo delle sue fanciulle storie di eroine come Anna Karenina, Nanà, e soprattutto Madame Bovary tutte tremendamente belle e giovani e tutte profondamente malinconiche. Queste donne così belle e così sole nella loro perfezione cercano un contatto con lo spettatore attraverso il loro sguardo che è spesso sognante, pensieroso, nostalgico e talvolta ammiccante. Ovviamente il romanzo che leggiamo in queste opere è possibile solo attraverso una tecnica eccelsa approfondita attraverso la difficile arte dell’incisione a punta secca che permette giochi netti tra luce e ombre e che possiamo ammirare in mostra. Forse un immagine del capolavoro di Flaubert può aiutarci a comprendere queste donne che sono in fondo ognuna declinazione della stessa artista.

“Nel fondo della sua anima, aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva che cosa l’aspettasse, quale vento avrebbe spinto quelle vele fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, né sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angosce o pieno di felicità fino ai bordi.”

Mary Ghilardi

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