Equivoci sul Connettivismo

Ieri, per puro caso, mi sono trovato davanti una riflessione del buon Marco Moretti

Perché il Connettivismo non è considerato a sufficienza per i suoi meriti letterari? Nessun connettivista lo sa dire? Nessuno lo ha ancora capito? Bene, dato che ho appena scoperto la ragione di tutto ciò, la esporrò senz’altro in questa sede. Il Connettivismo è avversato ferocemente dallo zoccolo duro dei lettori di fantascienza di vecchio stampo perché si presenta come Avanguardia e si ispira tra le altre cose al Futurismo (noi specifichiamo “sia di Marinetti che di Majakovskij”, ma quelli Majakovskij non l’hanno mai sentito nominare).

Per questo i detrattori del Connettivismo lo ritengono intrinsecamente fascista, etichettabile come estrema destra. Tutto viene fatto passare attraverso le lenti distorcenti di una sordida politica fatta di crassi slogan da scuola occupata. Che clima mortifero, che aria irrespirabile, funestata dai tanfi dell’Ignoranza! E poi qualcuno ancora si meraviglia se la fantascienza è in agonia!

Premesso che non ho seguito la discussione da cui è scaturito l’intervento, magari è nato per un equivoco, però, sembra strano, ma nelle ultime settimane mi è capitato di sentire, da lettori radical chic o presunti colti, giudizi simili.

Passi per Il Canto Oscuro definito “una peana del più bieco conservatorismo sanfedista“, ma che le opere di Sandro Battisti siano considerate “veline fasciste da Minculpop” o Corpi Spenti di De Matteoun elogio dello squadrismo nichilista“, beh, mi lascia perlomeno perplesso, anche perchè mi faccio la punta al cervello per capire su cosa siano basati tali giudizi.

Perché il Connettivismo, per il poco che ne conosco io, è un calderone ribollente di idee, in cui trovare tutto e il contrario di tutto, in cui la spinta vitalista e l’amore della Technè delle avanguardie del primo Novecento convive con il disincanto cyberpunk, dove convivono diverse analisi politiche e sociali, ma certo ha poco in comune con l’ideologia politica del fascismo.

Il sospetto è che questo termine non sia diventato nulla più che un insulto polivalente e universale, con cui appellare tutto ciò che riteniamo estraneo alla nostra sensibilità culturale.

Ma se tutto è fascismo, nulla è fascismo: nel senso che se usiamo a sproposito questa definizione, potremmo non riconoscerlo nel caso ce lo trovassimo davanti.

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2 thoughts on “Equivoci sul Connettivismo

  1. Ciao Alessio, la tua chiosa è magistrale. Ci sono delle categorie critiche che tutti dovremmo imparare a esercitare meglio e dei distinguo che nessuno dovrebbe mai perdere di vista. Proprio per scongiurare il rischio di scoprirci incapaci di riconoscere una minaccia vera, quando ce la ritroviamo davanti. Non dovrebbe servire precisarlo, ma ci tengo a farlo lo stesso: ovviamente non conosco ogni singola parola scritta dagli autori che si dichiarano connettivisti, ma per quello che ho potuto leggere finora non mi sono imbattuto mai in un singolo indizio riconducibile a simpatie fasciste. Anzi, sfido chiunque a interpretare in quest’ottica scenari fortemente distopici e complessi come quelli che siamo soliti frequentare. Chi vuole vedere altro è libero di farlo, ma se si rivela incapace di motivarlo con esempi concreti le sue uscite restano solo trollate da quattro soldi e come tali meritano di essere trattate.

  2. Pingback: Categorie Critiche | ilcantooscuro

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