Ripensare Circo Massimo

In questi giorni, sono stato tirato per la giacchetta nella discussione sul concerto dei Rolling Stones a Circo Massimo: ho evitato sino alla fine di partecipare, per non fare la figura di quello che critica a priori Ignazio Marino, in finale, nonostante diverse boiate, qualcosa di buono la sua amministrazione ha fatto.

Neppure mi interessa discutere sui costi dell’evento e dei numeri sull’indotto, secondo me basate su stime prive di fondamento, abitudine che ahimè il Campidoglio non vuole perdere: il problema è che, a mio parere, indipendente dall’amministrazione e dall’artista, utilizzare così Circo Massimo è sbagliato a priori.

Per una serie di motivi:

1) Trovo assurdo che si anteponga al godimento di beni comuni, lo spazio urbano, i trasporti (è demenziale che per tutelare l’organizzazione dagli scrocconi, problema loro, si sia dovuto interrompere un tram) l’archeologia gli interessi di una minoranza

In un paese civile si antepone il diritto alla vivibilità collettiva a quello al piacere edonistico: qui si è preferito favorire 70.000 persone rispetto a un quadrante della città, che ha avuto pesanti impatti sui servizi

2) Piazzare un palco sulla Spina del Circo Antico, ancora da scavare, ma di cui si ha un’idea abbastanza precisa sulla ricchezza archeologica, non è un modo per garantirne la tutela. Siamo sicuri che le vibrazioni non abbiano impatto ? Possibile che il principio di cautela debba valere per tutto in Italia, tranne che per i beni culturali ?

3) Il Circo Massimo non è un’arena per concerti ma uno dei giacimenti archeologici più ricchi dell’Occidente, mai esplorato completamente. Non èche Roma possa riconquistare la prima fila tra le città europee, come vorrebbe il sindaco, meglio valorizzando questa ricchezz ,mettendola in luce e trasformandola in parco archeologico ben curato, piuttosto che con eventi effimeri di cui la prossima settimana, terminate le polemiche, non fregherà più niente a nessuno ?

4) E’ possibile che tutti gli intellettuali romani, pronti a stigmatizzare e lapidare il buon Visalli per la sua performance, non abbiano avuto il coraggio di prendere posizione contro un concerto molto più invasivo ? E’ possibile che il valore della tutela del paesaggio vada a corrente alternata, secondo una doppia morale ?

5) Detto questo, non avendo nulla contro il rock, non è meglio fare i concerti in spazi dedicati, attrezzati all’uopo, piuttosto che in luoghi improvvisati ?

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2 thoughts on “Ripensare Circo Massimo

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