Fisica e Fantascienza

Grazie al buon Augusto Charlie, ho scoperto un simpatico articolo che prende in giro noi scrittori di fantascienza su come usiamo spesso a sproposito la meccanica quantistica, trasformandola in una sorta di magia, di deus ex machina per giustificare di tutto e di più, senza coglierne la vera e dirompente natura…

La condivisione dell’articolo ha portato Giorgio Sangiorgi a scrivere delle interessanti riflessioni che ritengo utile condividere

Io invece non lo comprendo tanto. Certo, gli scrittori di fantascienza ed in particolare gli sceneggiatori (che sono meno accurati, ma che in molti casi sono anche le stesse persone), secondo me in questi anni hanno usato pochissimo il termine “quantistico” (e in Star Trek mi pare che si usino quasi sempre termini inventati, se non ricordo male). Il motivo è che questi scrittori sono ben consapevoli che di meccanica quantistica non capiscono una beata fava, e quindi raramente si sbilanciano in materia. E’ un peccato perché, come evidenzia anche l’estensore del’articolo, sono sicuro che ci sia parecchia materia per della fantascienza innovativa a dirompente. Anch’io mi ripropongo di scriverne… non appena riuscirò a capire qualcosa della scienza in questione.

C’è poi un’altra osservazione da fare. Scopo della letteratura non è strettamente la divulgazione (anche se sarebbe certo meglio che non si mettessero in giro fanfaluche). Se però io voglio scrivere una storia per vedere come si comporterebbero gli uomini visitando altri sistemi solari, devo per forza trovare un modo per portarli laggiù e quindi di superare la velocità della luce. Ergo, o trovo il modo di costruire un vero motore stellare o me ne invento uno di fantasia. I lettori lo sanno e non mi prendono sul serio, prendono per buono solo l’auspicio che nel futuro la mia invenzione fantastica diventi una realtà come il Nautilus. E’ un patto concordato di sospensione della razionalità e della credibilità scientifica che serve a non rovinarsi il gusto di leggere o guardare una bella avventura.

Il che pone tante, tante belle domande: la narrativa è basata su un tacito accordo tra scrittore e lettore, che impone a quest’ultimo la sospensione dell’incredulità… Ma questa sino a quanto deve essere spinta ?

Nella costruzione di un mondo fantascientifico godibile, quanto conta il realismo e la quanto la coerenza interna, cose di fatto distinte ? L’aderenza alla fisica può o no inficiare la leggibilità del testo ?

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One thought on “Fisica e Fantascienza

  1. dipende da cosa ti vuoi prefiggere: considerato che il reale è una cosa fake, lo stacco del fantastico ti può far scrivere cose che non starebbero nemmeno in piedi…

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