L’Ipogeo di Villa Cellere

Scartabellando on line, alla ricerca di spunti per i prossimi romanzi, cade l’occhio su una scheda intitolata

Ipogeo di Villa Cellere – Via Casilina 769

Ma io questo numero civico lo conosco, penso tra me e me… Do un’occhiata per scrupolo a Google Maps e i miei sospetti si trasformano in realtà… E’ all’incrocio tra Casilina e Via della Primavera, dove una volta vi era un vivaio, poi un concessionario di automobili e attualmente, se non mi sbaglio, un supermercato.

Incuriosito, visto che sono cresciuto in quella zona e non ne ho mai saputo nulla, leggo la descrizione del sito archeologico

E’ un ipogeo privato forse legato a un latifondo, con estensine limitata e senza segni superstiti di cristianità, costituito da una larga galleria non rettilinea alle cui estremità sono due piani inclinati che terminano in due scale; all’esterno di quella nord si conservano i resti del vestibolo d’accesso, a pianta quadrata e pavimentato in mosaico, datato alla prima metà del IV secolo. Nella galleria si aprono sei cubicoli e quattro gallerie cimiteriali, simmetricamente disposti. Sia la galleria principale che i cubicoli sono pavimentati a mosaico con quattro emblemi posti in corrispondenza di altrettanti incroci; la raffigurazione di un uccello con un ramo tra le zampe non può essere considerata cristiana.

L’organizzazione degli ambienti ha fatto pensare alla presenza di più nuclei familiari; i loculi della galleria principale, di quelle minori e delle scale erano forse destinati a schiavi o dipendenti dei proprietari. Oltre alla data proposta dalla decorazione del vestibolo di accesso, mancano elementi utili per la cronologia del complesso.

L’ipogeo fu scoperto nel 1830 dalla famiglia Del Grande invaso dal fango e già devastato in antico; lo si ritenne allora legato alla catacomba dei Ss- Pietro e Marcellino: (Visconti (1942); Marchi (1844-47). Durante la seconda guerra mondiale fu usato come rifugio antiaereo con conseguenti ulteriori danni:

Vabbè, sarà andato distrutto con il tempo e non ne rimarrà pietra su pietra: ma continuando a cercare su Google salta fuori che è stata scavata tra il 1974 e il 1977 e soggetta a restauro nel 1995, dalla Pontifica Commissione di Archeologia Sacra.

Trascurando l’umana curiosità non dico di visitarla, ma almeno di capire dove sia l’ingresso, sorge una domanda: non è possibile valorizzare quest’ipogeo, in modo che si possa integrare con le catacombe di San Marcellino e Pietro, creando un percorso turistico dedicato alla tarda antichità, che inizierebbe dal Palatium Sessorianum sino a giungere alle ville del Parco dell’Aeroporto di Centocelle ?

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2 thoughts on “L’Ipogeo di Villa Cellere

  1. Pingback: Ipogeo Casilino | ilcantooscuro

  2. Questo articolo mi ha fatto fare un tuffo nel passato. Sono nata al numero civico 773 della via casilina e sono vissuta lì fino al 1961. É nitido il ricordo di quegli anni vissuti in quella zona nota come Villa Cellere una zona molto verde ricca di palme ed altri alberi. Un ricordo é vivo le scorribande di noi ragazzini al ricovero di guerra al quale si accedeva attraverso gradini invasi dall’acqua. Sono quindi tornata sul luogo per riconoscere qualcosa dei miei ricordi infantili e a parte l’Istituto PIO XI non ho trovato altro se non un rudere vicino all’ingresso dell’ipermercato su via della primavera che a mio avviso é appunto l’accesso all’ipogeo di cui si parla in questo articolo.

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