Le beffe del commercio all’Esquilino

Da antico abitante dell’Esquilino, sono stato testimone di tutti i suoi cambiamenti. Negli anni Settanta, nel rione abbondavano botteghe e negozi di alimentari e di vestiario, un punto di riferimento per l’intera Roma.

Situazione che entrò in crisi a inizio anni Ottanta per vari motivi: dall’invecchiamento all’abbandono di parte della popolazione, alla nascita nel tessuto urbano di Roma di altri poli commerciali nella prima fascia periferica, come via dei Castani e la Tuscolana, che crearono una concorrenza imprevista, dai sempre più elevati costi di manutenzione dei palazzi al degrado del mercato, che in termini di pulizia e ordine pubblico era sempre più lasciato a se stesso, che allontanava potenziale clientela e diffondeva una percezione di abbandono.

La moria dei negozi tradizionali aprì uno spazio per le attività degli immigrati: nacquerò così gli store connessi all’importazione dell’artigianato etnico e presunto tale e i tanti showroom di vestiario made in China…

Così, in un tessuto sociale in difficoltà e costretto all’improvviso a confrontarsi con il diverso, come spesso accade, si scambiò la causa con l’effetto, accusando l’immigrato di essere la causa dei problemi del rione.

Posizione assecondata da una classe politica, indipendentemente dal partito, che per inseguire i voti del momento si mostò miope e provinciale, bastava leggere un testo di sociologia o farsi una gita in qualche altra capitale europea per capire come sarebbero andate a finire le cose, la famigerata delibera del 5 gennaio 2009.

In cinque anni, sono successe tante cose, dalla gentrificazione del rione allo sviluppo di una borghesia italo-cantonese, che si è ripercossa sulla struttura sociale ed economia: però per quella delibera, siamo arrivati al paradosso che all’Esquilino un negozio storico ,come Di Veroli, può essere trasformato senza grosse difficoltà in un ristorante etnico e in compenso, un giovane imprenditore un può aprire una sartoria d’alta moda, perchè è

Inibita, l’apertura di nuove attività nei seguenti generi merceologici:
− produzione e/o vendita di ogni genere di abbigliamento e accessori…

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