Saluti da AmArte

amarte

AmArte si è conclusa: sono stati due giorni intensi, vivi, faticosi, ma ricchi di soddisfazione.

Sono stato il primo a essere sorpreso dal successo di pubblico, il migliore premio per chi ha collaborato a questo progetto e la risposta migliore a tutti coloro che, per piccoli egoismi e misere beghe di bottega, hanno provato a metterci i bastoni tra le ruote.

Fare cultura in periferia è doveroso e possibile: a differenza di quanto predicano demagoghi, che si riempiono la bocca di tolleranza zero e repressione, ma in verità sono i migliori alleati del degrado, perché da questo ottengono voti e legittimità, la cultura non è alternativa alle legalità, ma la sua migliore alleata.

Perchè permette il recupero dello spazio urbano, ridando centralità al Cittadino.

La pittura, il teatro, la poesia e la musica non sono un di più, da tollerare e rinchiudere in un ghetto, ma linguaggi universali, che, se ben comunicati, riescono ancora a parlare all’Uomo comune coinvolgendolo.

Portare la cultura nella sala consiliare, il fulcro e la prima frontiera della democrazia, non è stato un capriccio, ma il voler riportare la Cultura al centro della Politica e delle Istituzioni

A chi ha storto il naso, vorrei ricordare come la nostra Costituzione, all’Articolo 9, così dice

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Negare gli spazi alla Cultura è violare i principi che a chiacchiare si dice di voler difendere e rappresentare.

Infine, se permettete, una tirata d’orecchie all’assessore Marinelli, che, nonostante i numerosi inviti, ha snobbato la manifestazione: suvvia, oltre le mure aureliane non vi è il deserto o i terribili Umpa Lumpa cannibali, ma tante realtà visionarie e creative.

Cerchi di dare importanza anche a loro, qualche volta… Detto questo, ci rivediamo alla prossima edizione

 

Intanto ad AmArte…

Gioco

Dopo Radar, per chi volesse farsi una passeggiata sino a Via Perlasca, vi sono due interessanti eventi anche ad AmArte.

Il primo, la sera del 25, è il convegno su Arte e Cultura in Periferia, in cui si sviscereranno problemi e cosa ahimè più complicata, si proporranno soluzione per rendere gli spazi urbani qualcosa di più e di diverso da dormitori e luoghi di emarginazione.

La sera del 26, invece, a degna conclusione della due giorni, lo spettacolo teatrale “E’ Solo un Gioco” curato da ClamaCults Produzioni

Voci Steampunk

3storie

Tra i tanti eventi di Radar, due, entrambi domani all’Elsa Morante, mi stanno particolarmente a cuore.

Il primo è l’incontro con Dario Tonani, alle 11.00: io ho letto io suoi romanzi da ben prima che mi dedicassi alla scrittura della fantascienza, ho letto e apprezzato i suoi romanzi barocchi e visionari, che esplorano il lato oscuro dalle nostra realtà contemporanea, dalle periferie urbane alle pervasività delle macchine e all’inquinamento dei media nel notro immaginario, trasfigurandola in icone barocche e spiazzanti.

Prima o poi lo costringerò a firmarmi tutti i suoi libri…

Il secondo evento è la performance 3Storie del pittore Daniele Lunghini e dell’attrice Maria Antonietta Centoducati.

Tre storie di tre autori differenti, il sottoscritto, Augusto Gintama Chiarle e Daniele stesso. Mentre Antonietta interpreterà i testi, io, davanti ad una microscenografia costruita con i miei disegni, improvviserò le immagini suggerite dai racconti.

Performance che rende attuale il sogno vittoriano dell’opera d’arte totale, capace di fondere in un’armonia più ampie i diversi linguaggi dell’Uomo

Poesia e Musica

Domenica mattina, come già accennato, parteciperò a un reading poetico in occasione dell’evento AmArte... Per descrivere lo spirito della manifestazione, do visibilità a un articolo di Marco Abbondanzieri sul rapporto tra poesia e musica

Cosa sono una musica da film, una musica di scena e un accompagnamento per una performance teatrale e una semplice litania?

Sono tutte pratiche musicali legate alle immagini, il connubio coro teatro è vecchio come il mondo, la pratica di accompagnare e sostenere la scena durante una rappresentazione era già in uso nell’antica Grecia.

Nietzsche, nella sua deriva pazzoide e lucida allo stesso momento, in gioventù ci regala un affresco sulla nascita della tragedia e sulla visione dell’arte mirabile per completezza e dovizia di particolari, ma soprattutto per la visione duale dell’arte stessa. La diatriba tra Dionisio e Apollo ancora oggi è aperta, inconsciamente ci dipaniamo tra le due sponde senza saperlo, chi siamo e quale di queste due entità ci contraddistingue, oppure ne esiste una terza? Tutte ipotesi e piccole contraddizioni che ci aiutano a superare a volte i momenti più difficili, dove pensiamo che l’arte, la cultura e tutto quello che ne segue siano inutili.

Il motore che muove il meccanismo interno alla creatività è talmente potente che ha quasi carburante inesauribile, non c’è al mondo un momento in cui il canto, il suono, la poesia, la pittura e tutte le arti non continuino a crescere e a svilupparsi, anche in un frangente come quello attuale, dove il mondo occidentale sembra arrancare. Anche all’est e al sud, dove c’è fame vera, l’arte non si arresta. La nostra noia atavica e il senso di frustrazione dovuto alla decadenza dei costumi, per qualcuno, come la falsa minaccia di contaminazione culturale, per qualcun’altro sono solo scusanti per non fermarci a pensare e per giustificare la propria aridità.
Ma l’arte no, non si ferma. Quando nel secolo scorso i primi blues man suonavano con cordofoni fatti con lo spago e un manico di scopa, i nostri grandi compositori morivano pazzi o depressi dopo aver prodotto cattedrali di suoni, con strumenti musicali di alta foggia, supportati da validi esecutori e sostenuti da un pubblico sempre attento ai vezzi e ai lazzi incoscienti dell’autore di turno, oggi quelli che erano poveri, neri e sporchi sono gli eroi della musica moderna, ai parrucconi, pur con il massimo dell’affetto e del rispetto, non rimane che essere ricordati da pochi addetti ai lavori…

L’estemporaneità dell’espressione musicale a corredo delle immagini ancora oggi è una pratica usuale e ben consolidata. A differenza delle sue sorelle strette, come la colonna sonora e la musica a programma, quella da scena vive dell’impatto visivo e sonoro prodotto appunto per uno scopo e uno o più soggetti delineati. Ma se l’improvvisazione è figlia della fantasia, e non tanto, l’estemporaneità è più articolata. La riproduzione di suoni della natura e l’imitazione da parte degli strumenti musicali non sono pratiche moderne, il famoso “Cimento dell’armonia” di Vivaldi, meglio conosciuto come “Le quattro stagioni” ne è un esempio, ma dove inizia l’estemporaneità e dove sta la differenza con l’improvvisazione?

Con una scelta molto soggettiva si parte un dato semplice, lineare: un blocco di accordi su cui, suonando alcune scale, viene costruito un sopra discorso musicale senza aver paura di “stonare”. Questa è nell’immaginario collettivo l’improvvisazione. L’estemporaneità non estremizza questo dato, lo lascia libero, libero di stonare, essere senza tempo o fare del ritmo il punto forte del discorso.
Sarà piacere mio e del del mio amico Dario Fiori condividere questa esperienza con voi, amici del MANGIAPAROLE, domenica 26 ottobre la mattina all’evento AMARTE, le vostre opere letterarie unite ai nostri suoni, non solo musica ma connubio di fonemi e vibrazioni, uno al servizio dell’altro.

Radar sta arrivando

Radar

 

Questa sera si inaugurerà a Euroma2, la seconda edizione di Radar, Esploratori dell’Immaginario, il salone dell’Editoria per Ragazzi.

Evento che ha lo scopo aprire una finestra sull’Immaginario, recuperando la capacità di ognuno di sognare e di guardare il Mondo con occhi differenti.

La manifestazione ideata da Pier Luigi Manieri curatore di eventi culturali, saggista e scrittore e curata dalla giornalista Valeria Arnaldi, autrice tra l’altro del bellissimo Hayao Miyazaki. Un mondo incantato, dal famoso scrittore noir  Sam Stoner, e parola grossa, dal sottoscritto, visto il suo modesto contributo, con la collaborazione del dj Sergio Crestini. L’evento è organizzato con AsiCiao Coordinamento Provinciale di Roma ed ha ricevuto il patrocinio del Municipio IX.

Il ricco programma di eventi comprendera: reading letterari e incontri con scrittori, tra cui Dario Tonani e Francesco Troccoli, pietre miliari della fantascienza italiana, workshop di scrittura creativa con docenti d’eccezione, come il grande Altieri, mostre d’arte, banchi espositivi delle case editrici, spettacoli dal vivo, proiezioni cinematografiche, sessioni di videogiochi.
I temi della 2° ed. andranno dal rapporto sempre più stretto tra letteratura, cinema, e altri media, alla riscoperta degli archetipi letterari, fino alle ultime tendenze culturali come la sottocultura Steampunk e non mancheranno i momenti di dibattito con risvolti sociali su tematiche vicine all’universo giovanile come il disagio e le prospettive lavorative.

Nell’ambito dell’evento si svolge anche l’iniziativa del Concorso letterario indirizzato agli studenti delle scuole medie e superiori “Scrivi Il tuo capitolo finale”, al fine di avvicinare i ragazzi alla scrittura attraverso la lettura di romanzi che hanno per protagonisti i loro eroi. Il contest intende coinvolgere i giovani studenti nella lettura di un classico della letteratura: Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle. I vincitori potranno vedere i propri testi pubblicati in un volume edito dalla Giulio Perrone Editore e distribuito nelle librerie del circuito Arion.

Sono partners di Radar: Arion, Warner Bros Medusa, VIGAMUS – Museo del Videogioco di Roma, Elara, AsiCiao, Iocero.com, Giulio Perrone editore, Aditinet Consulting Spa, Codemotion,

Gli espositori: BAKAMONO LAB, DEMEA CULTURA, ELARA LIBRI, INTERCULTURA, NERO CAFÈ, GIULIO PERRONE, PONTE SISTO, TUNUE’.

La location della seconda edizione di “Radar Esploratori dell’immaginario” sarà anche per questa edizione, il Centro Culturale Elsa Morante – spazio promosso da promosse dall’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura -dove l’evento si declinerà tra l’aera espositiva che diverrà il salone/fiera, il cinema/teatro e la sala conferenze, a cui si aggiunge una nuova location dell’Eur, il Centro Commerciale Euroma2 che contribuirà a rendere l’evento ancora più importante attestandosi come grande vettore della cultura capitolina.

E questa sera a Euroma2 vi sarà uno splendido reading musicale, con Poison Garden, tre le più innovative band italiane e l’attrice Alessia di Pasquale. Il tema sarà Steampunk tra musica e letteratura.

Tra i tanti brani letti, vi saranno alcuni di Augusto Gitama Charlie e del mio Canto Oscuro

La scala di Schild

Un paio di giorni fa, ho appena finito di rileggere la La scala di Schild di Egan: ora, non voglio accodarmi alla solita lamentela, anche giustificata, di chi evidenzia come la ristampa sia troppo recente rispetto alla prima edizione.

A quanto pare, questa politica sta premiando Urania, per cui, tanto di cappello.

Invece mi piaceva evidenziare come uno stesso romanzo, in periodi diversi della vita, dia sensazioni differenti: nel 2004, non mi colpì particolarmente, anzi, mi annoiò assai.

Feci molta fatica a finirlo: invece, questa volta l’ho divorato. Ora se il testo è rimasto lo stesso, cosa è cambiato in me, per farmelo percepire in maniera diversa ?

La mia cultura scientifica è rimasta pressochè la stessa. Scrivendo, forse, ho cominciato ad apprezzare di più alcune sottigliezze di Egan.

Ma forse probabilmene, ho ricominciato a stupirmi di nuovo dinanzi all’Ignoto, più che averne paura, e a recuperare l’amore per quel misterioso luogo dello spirito che chiamiamo casa. Sono mutato, rimanendo me stesso, nella mia personale scala di Schild.

E proprio questo, forse, ha aumentato la mia empatia con il romanzo