AmArte

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Nell’ immaginario collettivo, le periferie romane sono un luogo di marginalità, deserti culturali, da cui l’intellettuale di buone maniere e comuni letture si tiene ben lontano; se proprio è costretto ad averne a che fare, si tappa il naso, alza le spalle e si riempie la bocca di citazione pasoliniane.

Nella realtà concreta, invece, negli ultimi dieci anni, le periferie romane sono state laboratori di sperimentazione, in cui si sono confrontate culture e in cui sono nate avanguardie e nuovi linguaggi; un periodo caotico, vorticoso, a volte confusionario, da cui è necessario trarre conclusioni.

Questo è lo scopo ambizioso che si pone AMaRTE, una manifestazione culturale promossa dall’associazione Movimento Democratico, nata da un’intuizione della consigliera municipale Mariangela Saliola e realizzata grazie al supporto del Presidente del V Municipio Gianmarco Palmieri e del suo Assessore alla Cultura Nunzia Castello, che si svolgerà il 25 e 26 ottobre 2014 presso la sala consiliare del V Municipio in via G. Perlasca, 39, Roma.

In AMaRTE non solo si farà il punto sul passato, ma si cercherà di ridefinire il futuro, dando voce alle istanze che nascono dalla strade e dai presunti non luoghi, e presentando proposte per rendere le periferie incubatori di creatività diffusa.

In concreto, ciò si esprimerà in convegni, tavole rotonde, mostre e performance. Credendo molto in questo progetto, in quei due giorni collaborerò in diverse attività

Il 25, alle 18.00 parteciperò al convegno “Arte in Periferia” per discutere, assieme ai rappresentanti istituzionali, sulle possibili proposte per rendere più semplice la vita di chi si impegna a costruire cultura.

Il 26 invece, la mattina, parteciperò alla performance di Poesia e Musica, leggendo un mio poemetto, accompagnato dalla chitarra del buon Marco Abbondanzieri, quindi abbiate pietà, niente pomodori o gattate (anche perché scoprirmi emulo di Cacini e ritirarvi la povera bestia…)

Il pomeriggio, invece farò da moderatore in diversi panel: i più interessanti, per gli amanti della letteratura di genere, sono quello con l’Associazione Romana Studi Tolkeniani alle ore 15.30, quello con Deleyva Editore (prometto di non fare a pungi con Emmanuele Jonathan Pillia) sul rapporto tra periferie urbane, immaginario e sperimentazione architettonica alle 16.30 e infine alle 17.30 l’incontro con la Kipple Officina Libraria, rappresentata dal buon Sandro Battisti, per parlare dei loro progetti editoriale e del rapporto tra connettivismo e sprawl urbano

Poesia

Questo pomeriggio ho partecipato a un reading di poesia: ben organizzato, con i protagonisti molto professionali, eppure, incapace di scavami nell’anima. Questo non dipende dalla qualità dei versi; è qualcosa legato alla diversa concezione della poesia o in generale, della letteratura.

Per me è qualcosa di diverso da una nobile orazione civile: nasce dallo stupore panico che ha l’Uomo dinanzi a una Natura matrigna e incomprensibile. La polis, non è conseguenza, ma effetto di questo terrore: è il tentativo, eroico, quanto inutile di lottare contro il caos che lo circonda, costruendo tutti assieme un senso provvisorio.

La letteratura, nelle sue diverse forme, deve parlare del Caos e del tremore che ci genera, non delle illusorie consolazioni.

E questo si riflette nella Parola: non deve essere un pacato e retorico fiume, ma un insieme di faville e colpi di maglio

WTF Social Campaign

Ultimo selfie

Se mi donassero un euro per ogni ora dedicata a perdere tempo su Facebook, probabilmente potrei vivere di rendita… Però, ogni tanto, dal mio social preferito salta fuori qualcosa di buono, come la WTF Social Campaign, ideata e promossa da Marla Lombardo, magari ce ne fossero di più di menti pensanti come la sua, per la sensibilizzazione a favore dell’Arte e della Cultura.

Un atto di orgoglio per chi lotta ogni giorno per il Bello e per il Buono, contro la paraculaggine altrui, la stupidità, l’ignoranza e la burocrazia ottusa.

Per ricordare con volti, sberleffi e sorrisi che senza tante persone, maltrattate, malpagate e senza diritti, ma piene di follia, entusiasmo e ideali, saremmo meno umani.

Al grido di “Creatività fatti sentire“, partecipare è semplice: basta postare sulla bacheca Facebook di WTF Social Campaign il proprio selfie, con la scritta #UltimoSelfie…

Anche io, nonostante che di creativo abbia poco, al massimo sono un artigiano della scrittura, e come fotografo faccia ridere, vi ho messo la faccia

A quando il vostro turno ?

Empire

Un pomeriggio uggioso a Milano, con una pioggerellina sottile che entra nelle ossa, un freddo pungente e i treni che si perdono nella nebbia: un’atmosfera degna di un romanzo vittoriano.

Bighellono per la Stazione Centrale, in attesa che Trenitalia risolva un problema che mi ha coinvolto. Entro da Feltrinelli. Uno sguardo di sconforto sullo scaffale dedicato alla Fantascienza, povero e banale, poi mi butto nel settore fumetti. Mi cade l’occhio su Empire, dell’ Editoriale Cosmo, con testi di Pecau e disegni di Kordey.

Dato che è un fumetto steampunk e il Freccia Rossa sembra essersi perso in un universo parallelo, decido di comprarlo, per ammazzare il Tempo. E alla fine sono soddisfatto.

Empire è divertente, visionario, fracassone, ricco di citazioni, che strizzano l’occhio alla letteratura colta, mischiandola con quella popolare (anche se ci sono diverse imprecisioni: saltano subito all’occhio quelle su Mary Wollstonecraft Godwin e su Babbage… Ma non cerchiamo il pelo nell’uovo)… Il limite, a livello di trama, è forse quello di voler mettere troppa carne al fuoco. Forse, se l’opera avesse avuto un respiro più ampio di tre volumi, la leggibilità ne avrebbe guadagnato…

A livelli di disegni, invece, tanto di cappello a Cordey: le tavole, ricche di dettaglio, veramente danno immagine a un mondo parallelo…

Media ed Esquilino

Per l’angolo della polemica gratuita, mi diverto a raccontare una piccola storiella sull’Esquilino.

Da qualche giorno, erano state affisse delle locandine per promuovere una manifestazione il pomeriggio dell’otto ottobre per protestare contro il degrado del rione e contro l’immigrazione clandestina, sottintendendo un legame diretto tra i due fenomeni.

Essendo convinto sostenitore della libertà di pensiero e conoscendo alcuni di quei manifestanti come persone pacifiche, anzi paciose, non mi sono scandalizzato, anche se preferirei vederli, più che scandire slogan che lasciano il tempo che trovano, dare una mano alle diverse iniziative che si tengono a Piazza Vittorio per reagire ai problemi della zona, come per esempio i retake (il prossimo si terrà domenica 19, alle 10.00 lato OVS, per chi può essere interessato…)

Altri cittadini, hanno deciso, sempre in maniera pacifica e democratica, di esprimere il loro dissenso a tale posizione, con una contromanifestazione che si è tenuta nel centro dei Giardini di Piazza Vittorio, culminata con l’esposizione di uno striscione in cui si diceva No al Razzismo.

Allora alla prima manifestazione, quella sul degrado e immigrazione clandestina, tenuta all’angolo con Via dello Statuto, hanno partecipato quattro gatti… Alla seconda, una folla certo non oceanica, ma senza dubbio, molto più ampia dell’altra.

Stamattina, sui giornali locali, come Il Tempo o Leggo, però si è dato ampio spazio alla manifestazione di Via dello Statuto, tacendo completamente su quella contro il Razzismo.

Il che fa sorgere una semplice domanda: che interesse vi è, tra giornalisti e politici, nel diffondere un’immagine distorta di un Rione che con tanti problemi, tenta di costruire una identità e una convivenza tra diversi popoli e culture, ognuno capace di arricchire l’altro ?

P.S. L’immagine evidenzia concretamente la scarsa partecipazione alla manifestazione di via dello Statuto…

Nuovo parere su Il Canto Oscuro

Conti

Benché sia passato un poco di tempo dalla sua pubblicazione e sia prossima l’uscita del seguito, Il Canto Oscuro riesce ancora a emozionare i lettori.

Do visibilità a uno degli ultimi messaggi che ho ricevuto, che mi ha riempito di emozioni

letto tutto in una notte con la voglia di continuare pagina dopo pagina curiosità intrigo voglia di scoprire Roma chiesa affari …. grande Alessio quardarsi la mattina acciacati ma soddisfatti della lettura è gratificante … continua così

Speriamo che Lithica piaccia altrettanto !

NONSONOMAISTATAUNABAMBINA

Lacedra

Per FEMMINILE, plurale”
Rassegna in tre atti a cura di Alessandra Redaelli
Biffi Arte presenta
 
NONSONOMAISTATAUNABAMBINA
 
Una performance sull’infanzia abusata e maleamata
di Giovanna Lacedra,
con  Massimo Festi
 
Sabato 18 ottobre – Palazzo Pirola – Piazza della Repubblica 1 – Gorgonzola (MI)

Maschera e progetto fotografico: Massimo Festi
Progetto performativo e testi: Giovanna Lacedra

” Nascondi ciò che sono

e aiutami a trovare la maschera più adatta

alle mie intenzioni”

[William Shakespeare]

Sabato 18 ottobre ore 19,00

Palazzo Pirola – Piazza della Repubblica 1

– Gorgonzola (MI)

Sabato 22 Novembre ore 19,00

Galleria Biffi Arte 

P.zza Sant’Antonino – Via Chiapponi 39 – 29121 Piacenza

apertura: da martedì a domenica 11,00 – 19,00

Info: tel 0523.1720408

www.biffiarte.it

La bambina è immobile. Ferma nel suo cerchio magico.

Non guarda, non sente. Si è chiusa, come una noce.

A passo lento le si avvicina una donna. Tacchi a spillo e una maschera di cieli ricamati sul viso. Reca in mano una pagnotta sventrata. Si china davanti alla bambina e la posa ai suoi piedi, fingendo pane a quella fame lontana che meritava invece null’altro che amore.

La donna si posiziona nel cerchio magico attiguo al suo. Le si affianca, dritta e ferma, le braccia lungo i fianchi. La guarda, cerca i suoi occhi. Ma la bambina non li ha più. Dormono vuoti, dietro la prigione delle sue mani. Non vuole sapere quale donna diventerà. Non crede più allo sguardo buono e amorevole dell’altro. I grandi sono subdoli. I grandi non ti accolgono. I grandi hanno paura di essere grandi. Per questo ti distruggono.

La donna vorrebbe conoscere la bambina che è stata. Ma questa è marmorea e distante. Abbassa allora lo sguardo… e si accorge di un album da disegno lasciato sul pavimento. La storia vera comincia da lì. Da un’immagine disegnata e poi cancellata. Da una verità inascoltata. Quella di una madre, di un padre, di un sole, di una bambina. E di un vuoto improvviso. La donna lo guarda. Ma non vede né sole né padre. Soltanto solchi. Soltanto segni come graffi, rabbiosi e incisivi, a raschiare la piaga più vera.

E tutto è fissità.

La donna, nel suo cerchio ieratica, lo sguardo verso il basso, commosso sul disegno.

La bambina, nel suo cerchio ieratica, lo sguardo sottratto al mondo e al suo pane vuoto.

Quando dal bosco delle ombre giunge a interporsi fra loro LA PAURA.

NONSONOMAISTATAUNABAMBINA è un discorso performativo sull’infanzia abusata.

Perché infanzia non è semplicemente un’età anagrafica. È un paesaggio interiore. È fede. Innocenza. Stupore. Fame d’amore. Bisogno di protezione e rassicurazione. Fiducia nell’adulto. Magia delle cose. Sapore della vita. Luce. Emozione. Sorriso. L’infanzia abusata è la negazione di tutto questo. E i modi per violare l’innocenza, per fare in modo che un bambino smetta di essere tale, sono innumerevoli.

Io non sono mai stata una bambina.

A scuola dicevano che ero pigra e distratta, ma quando mi domandavano se avevo capito riportavo una descrizione cavillosa delle nozioni appena ascoltate. Non ero necessariamente distratta. Né ero meno intelligente degli altri.  Semplicemente, mi sentivo distante. Semplicemente, ero andata a vivere su un’altra stella, oltre la mia maschera. Avevo cercato un luogo dove potermi inventare la vita. Smettendo di essere la bambina-soprammobile, silente, matura e indisturbante che faceva così comodo a tutti.

“Sembra molto più adulta rispetto all’età che ha…”

No.

Io non ero matura, io non ero cresciuta. E soprattutto, non ero adulta.

Io volevo soltanto essere una bambina.

Ma non c’è stato tempo.

(Giovanna Lacedra | Nonsonomaistataunabambina)