Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 9.700 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Ringraziamenti per il nuovo evento di AmArte

presepe

Ieri si è tenuto un nuovo evento di AmArte, a prima vista banale: l’inaugurazione di un presepe, realizzato dagli artisti che credono e collaborano al progetto, assieme ai bambini di Villa De Sanctis, nel centro anziani di quel quartiere.

Eppure, nella sua quotidianità, rappresenta in pieno i principi base che animano AmArte: riportare la Cultura al centro della Vita, con gesti piccoli, semplici, ma efficaci, senza retorica e chiacchiere incomprensibili.

Rompere la barriera tra Arte e Uomo Comune, mostrandogli che non è un qualcosa di astratto e inutile, ma una necessità e un bisogno naturale, come il bere e il mangiare.

Diffondere la Creatività, portandola in luoghi a prima vista a lei estranei, come sale consiliari e centri anziani, nella certezza che questa sia come un lievito, capace di generare sempre nuove idee.

Educare alla curiosità, recuperando lo stupore per il Mondo e il dono, che spesso dimentichiamo, di guardarlo sempre con occhi nuovi.

Il grande e inaspettato successo di pubblico di ieri, ha dimostrato come tutto ciò sia possibile e non sia una vuota utopia… Grazie di cuore a tutti coloro credono ad AmArte e ogni giorno vi dedicano tempo energie e idee.

Marino e Pareto

Per comprendere cosa è avvenuto in questi anni a Roma, è necessario far ricorso al buon vecchio Vilfredo Pareto.

Secondo questo sociologo, ogni società ha dovuto di volta in volta misurarsi con il problema dello sfruttamento e delle distribuzione di risorse scarse. L’ottimizzazione di queste risorse è quella che viene assicurata, in ogni ramo di attività, dagli individui dotati di capacità superiori: l’élite. È interessato in particolar modo alla circolazione delle élite: “la storia è un cimitero di élite”. A un certo punto l’élite non è più in grado di produrre elementi validi per la società e decade; nelle élite si verificano due tipi di movimenti: uno orizzontale (movimenti all’interno della stessa élite) e uno verticale (ascesa dal basso o declassamento dall’élite).

A Roma, in cui dai tempi di Romolo la politica non è coincisa con la gestione del bene comune, ma con la rappresentazione di interessi di clientel egoiste, le risorse da distribuire, sempre più scarse per la crisi economica, erano costituita dalle finanze pubbliche e dal sottogoverno.

Risorse per cui lottavano due gruppi di potere, che facevano riferimento, più per identificarsi che per convinzione, alla Destra e alla Sinistra.

Negli ultimi vent’anni, però, questi gruppi di potere, invece che scontrarsi, hanno deciso che fosse più comodo ottimizzare la distribuzione delle risorse ai loro sodali, trovando un accordo i cui termini venivano rinegoziati più o meno esplicitamente a valle dei risultati elettorali.

Gruppi di potere, che, data la complessa articolazione della società romana, tendevano a essere tentacolari e inclusivi, inglobando, nella gestione del consenso e nella ridistribuzione delle risorse, clientele a volte contraddittorie, dalla chiesa agli ultras del calcio, dalla malavità al proletariato intellettuale.

La scelta di Marino rientrava, da parte del PD romano, in questa ottica: un uomo di paglia, da piazzare al Campidoglio, che non disturbasse la condivisione del potere e la circolazione orizzontale delle risorse nelle élite.

Calcolo parzialmente sbagliato: Marino, pur non intaccando gli interessi acquisiti, con le nomine burocratiche, con l’assessorato dato ad Ozzimo, la passività rispetto all’azione di Odevaine sul numero di profughi da accogliere a Roma, dalle delibere a favore della cooperativa “29 giugno”, ha cercato di crearsi un suo spazio di potere, la circolazione verticale, creandosi i suoi clientes tra i radical chic.

Politica che andando a danno della città, con il taglio dei servizi alle periferie, ha messo in crisi tutti gli equilibri; si è aperta così una lotta che, più per fortuna che per virtù, lo vede vincente.

Il rischio, però, è che possa essere a medio termine vittima della dinamica che ha innescato.

Perchè, come osservava sempre Pareto, più è veloce l’ascesa di élite, più è rapido il suo crollo

Il fantomatico lettore

lettore

In questi giorni, ci sono accanite discussioni, tra gli appassionati e scrittori di fantascienza, sul ruolo di quella figura mitologica chiamata lettore.

Lettore che è stato accusato di ogni malefatta, tranne forse l’assassinio di Kennedy… Gli è stato dato dell’ignorante, del criticone a prescindere, dell’arretrato, incapace di comprendere l’evoluzione della fantascienza negli ultimi trent’anni.

Accuse che mi lasciano perplesso: per prima cosa, noi scrittori non conosciamo il lettore, ma la sua immagine distorta, che ci costruiamo mischiando pregudizi, aspettative e orecchiando qualcosa su Internet.

La realtà può essere molto più complessa e ricca di quella che sospettiamo: ridurla a
stereotipi è ridicolo.

Seconda cosa, spesso dimenticata dagli scrittori di fantascienza, che spesso hanno un’eccessiva considerazione di se stessi, è che noi ci dedichiamo alla letteratura popolare.

Non scriviamo per cambiare il mondo, per intortarci con atteggiamenti d’avanguardia che non portano da nessuna parte, ma per divertirci e divertire l’Uomo comune.

E se questo sbadiglia, annoiato dall’ennesimo giallo fantascientifico o da una prosa contorta, sarà pure colpa dei suoi limiti, ma molto dipende anche da chi non è capace di appassionarlo e di stupirlo