Ucronie e Storia

branca

Uno dei problemi, quando si scrive la narrativa ucronica, è la conoscenza del contesto in cui si ambientano le proprie storie.

Non perchè l’autore sia pigro o ignorante: a volte, mancano proprio le informazioni.

Faccio un esempio: una mattina mi sveglio e per qualsiasi arcano motivo, mi viene in mente di scrivere un romanzo, in cui Teofilatto, invece di nominare come papa Giovanni X, fa eleggere un candidato più docile, trasformando Roma e il Lazio nel dominio permanente dei Conti di Tuscolo.

Tutto bene, in linea di massima i fatti si conoscono,senonché sorge un piccolo, insignificante, problema. Quanto è popolata la Roma dell’epoca ? Quali edifici sono utilizzati ? Come campano i suoi abitanti ?

E’ un deserto, in cui quattro straccioni si muovono tra rovine o una città a suo modo vitale ?

Sembra strano, ma un dato del genere, che condiziona pesantemente l’ambientazione, non è noto.

Di fatto, è in corso una polemica senza fine sul tema: parte degli storici taliani afferma che vi fossero meno di 10.000 abitanti. Storici francesi, con una serie di conti, che di fatto sono riconducibili a:

1) sommiamo le 10 centurie di milites delle scholae di Borgo, le quaranta della civitas, i burocrati citati nel Liber Pontificalis e un x variabile a piacere di artigiani, mercanti e contadini
2) Moltiplichiamo tutto per 4

Ottengono tra i 24.000 e i 35.000 abitanti, in linea con le stime di Gregorovius

Storici e archeologi inglesi, da estrapolazioni statistiche dovute alla presenza del vasellame negli scavi del Sessorianum e della Crypta Balbi e dall’analisi delle necropoli, partendo dalle ricerche Roberto Meneghini e Riccardo Santangeli Valenzani, arrivano a sparare anche la cifra di 90.000 abitanti, ossia superiore al picco demografico del 1300 e di poco inferiore ai dati certi su Costantinopoli.

Il bello che l’archeologia, sia per la distruzione dovuta a Savoia e a Mussolini degli strati archeologici alto medievali dell’Esquilino e di parte del Rione Monti che pare fossero le zone più densamente popolate dell’epoca, sia per le nuove scoperte, che hanno dimostrato come a differenza di quanto si pensasse, la zona di Piazza Navona fosse tutt’altro che deserta, confonde sempre di più le idee.

Si può ipotizzare una popolazione in crescita, per la ristrutturazione delle domus cultae, e un certo boom economico, però alla prova dei fatti, sono tutte supposizioni…

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2 thoughts on “Ucronie e Storia

  1. Pingback: E’ complicato scrivere ucronie | ilcantooscuro

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