Nero Italiano

Nero-italiano

In questi giorni, sto rileggendo Nero Italiano, di Giampietro Stocco, pubblicato in formato elettronico da Delos. Dico rileggendo, perchè, in tempi non sospetti, quando a tutto pensavo tranne che dedicarmi alla fantascienza, lessi la versione cartacea.

Avendo, come dice mia moglie, la memoria di un’ameba ubriaca, non sono sicuramente attendibile: però ho l’impressione, che l’edizione Delos non sia solo la trasposizione di formato, ma che vi siano anche delle differenze di trama e che forse è stato revisionato anche a livello di scrittura, rendendo il tutto più scorrevole… Però prendete il tutto con le pinze, potrei essermi sbagliato…

Perché leggere Nero Italiano ? A costo di dire una banalità, perché ha due virtù rare nella fantascienza italiana: è ben scritto e soprattutto non annoia mai.

Lo scrittura di Stocco è incisiva, priva di fronzoli, capace di andare subito al dunque, senza allungare il brodo: il suo respiro è costante, non perde mai un colpo… Lo stesso vale per la trama, che pur non essendo immediata e lineare, però non lascia mai in confusione il lettore, evidenziando i passaggi e le concatenazioni logiche.

Giampietro, poi ha il dono di caratterizzare i suoi personaggi: dall’ambizione della De Carli alla superficialità di Ciano, dalle contraddizioni e ipocrisie di Diletti e della sua fidanzata, tutti hanno una dimensione tragica e concreta.

Doti che uno dalla scrittura caotica e confusionaria come il sottoscritto non può che ammirare… Come la sua Roma, tanto diversa dalla mia, ma che mi ricorda in ogni pagina le angosce e i timori della mia infanzia, con la violenza pervasiva e greve, capace di sovrapporsi a ogni atto e vita, come polvere sulle cose.

E cosa ammiro di Stocco è la capacità di rovesciare gli stilemi del fantafascismo, rendendolo qualcosa di più e di diverso da una banale celebrazione nostalgica: una metafora delle crisi che percorrono ciclicamente l’Italia, con la dura consapevolezza della nostra incapacità a reagire…

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2 thoughts on “Nero Italiano

  1. Parole splendide, e ancora più gradite perché danno conto di un lavoro su se stessi che è costato anni di fatica e ripagano di tante incomprensioni e inutili discussioni in vari contesti. Alessio Brugnoli, oltre a essere un raffinato scrittore, ha la rara dote dell’equilibrio e dell’assoluta mancanza di riserve mentali. Detto ciò, grazie per avere colto, nella riedizione di Nero Italiano, particolari che avevo sottolineato ma anche cose che erano sfuggite al mio stesso riediiting. Per essere specifico e risponderti, Alessio, no, non ci sono state variazioni di trama, si sarebbe allora trattato di una riscrittura e alla fine mi sembrava che il romanzo si tenesse così. Non che, lo dovessi scrivere daccapo oggi, non lo farei in modo completamente diverso, e in questo senso qualche ovetto di Pasqua nascosto nel nuovo testo digitale di Delos c’è. Si legga per esempio la parte relativa a Ciano e alla sua famiglia. Questa è del tutto nuova. Oltre a questo, ovviamente, sono state tagliate e riviste alcune sezioni che risentivano di una stesura per così dire,”giovanile” e il contesto storico, sia pure alternativo, è stato reso più credibile. Non ho difficoltà ad ammettere che un errore grosso nella prima versione c’era, e cioè una Lubiana italiana che non ha motivo di esistere se si parte dalla neutralità di Mussolini nel 1940 e non si ipotizza un qualche sconquasso che alla fine non era necessario nell’economia del romanzo. Se ne accorse per primo il grande Ernesto Vegetti. Ecco, dunque, in breve cosa cambia nel nuovo Nero Italiano. Io per parte mia sono in attesa di aggiungere Lithica a una coda di lettura pressoché infinita. Ma l’ho già passato al secondo posto… 🙂 Un abbraccio ancora ad Alessio, uomo di poche, ma sostanziose parole.

  2. Pingback: Discussione sull’Ucronia | ilcantooscuro

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