Alieni a Piazza Vittorio

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Testo tratto dalla pagina di Angel Radio Roma

In Italia, purtroppo, si ha un’idea distorta della fantascienza: è vista come letteratura d’evasione, priva di contenuti seri, roba da ragazzotti annoiati… In verità, è qualcosa di più e di profondamente diverso. La fantascienza è una letteratura di riflessione, un esperimento mentale che, con la scusa del futuro, permette di analizzare le contraddizioni e i problemi del nostro Presente.

In questo compito, riescono alla perfezione gli autori italiani, anche le condizioni di perenne crisi in cui affoga la nostra Nazione, che la rende perfetta metafora di quello che Spengler definiva Tramonto dell’Occidente.

Navi Grigie, romanzo di Alessio Brugnoli, con la sua molteplicità di livelli di lettura, è proprio uno specchio di tale condizione di mutazione e instabilità: un libro che è è un saggio filosofico, alla maniera dei libertini francesi ,su uno dei temi che ossessiona l’Uomo da quando ha sviluppato un barlume di coscienza. Ciò che ci circonda, la realtà, ha un fine superiore o è puro caos, privo di qualsiasi significato, tranne quello che vogliamo arbitrariamente attribuirgli?

E’ una critica, ironica e spietata, della nostra società, di cui sono evidenziate e portate all’eccesso le varie follie. E’ un romanzo di pura sperimentazione, un viaggio ai limiti del linguaggio, in cui si deformano in chiave espressionistica e grottesca i termini con cui definiamo il nostro quotidiano.

E’ una metafora del rione Esquilino, dove il concetto di alieno non è un qualcosa di astratto, ma una realtà concreta, in cui ogni giorno ci si abita a imparare dal diverso, a comprenderlo, ad apprezzarlo o qualche volta a sopportarlo.

In questo spazio condiviso, le culture non rimangono chiuse in compartimenti stagni, ma dialogano e lottano per creare un qualcosa di nuovo e più ampio rispetto alle proprie radici.
Un insieme di spunti di riflessione che, in altri mani, potrebbe trasformarsi in un mix soporifero; ma Brugnoli riesce a evitare questo rischio, per una fantasia barocca e immaginifica, che in ogni pagina sorprende il lettore con infiniti fuochi d’artificio e per un’ironia pervasiva, un non prendersi sul serio, che lascia sempre una punta di amaro in bocca.

Doti che semplificano il lavoro di chi vuole ridurre il libro a spettacolo teatrale o in un semplice reading, accompagnato da musica.

Uno di questi reading, a cura dell’attrice e regista Ermelinda Bonifacio, intitolato Alieni in Piazza Vittorio, sarà recitato martedì 28 luglio, alle ore 19.00, nella cavea teatrale dei giardini di Piazza Vittorio, come evento del festival Di Martedì ai Giardini, organizzato dal gruppo Noi di Esquilino, per combattere con la Cultura il degrado che rischia di travolgere Roma.

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