Cina o non Cina

cina

Leggendo alcuni commenti sulla crisi borsistica cinese, mi sono trovato davanti un

“Perché nessuno l’aveva previsto ?”.

In realtà, di analisti che avevano annunciato il pericolo, ve ne sono a bizzeffe, anche in tempi non sospetti.

Però, per la natura caotica dell’economia, un conto è ipotizzare un rischio, un conto è dire quando si verificherà e se le ricette adottate siano veramente efficaci.

I segnali vi erano tutti. Il governo cinese dagli anni Ottanta in poi ha applicato con la sue élites un patto abbastanza trasparente: voi non mettete bocca sulla politica, io vi faccio arricchire.

Patto che è stato mantenuto sia grazie all’esportazioni, sia grazie agli investimenti infrastrutturali interni: dal 2008 sono calati entrambi.

La prima per la contrazioni dei consumi in Occidente, i secondi per evitare che il debito pubblico di Pechino esplodesse.

La prima soluzione tentata per foraggiare la borghesia cinese è stata quella di stimolare il mercato interno: purtroppo gli effetti di tale politica si vedono solo a medio termine, mentre i nuovi ricchi, er generone cinese, non brillano certo per pazienza.

Per cui, si è tentato, con buoni risultati, di tenere su l’economia con l’edilizia privata: il problema è che il mercato è stato rapidamente saturato. Di conseguenza, il flusso di denaro si è buttato in borsa, alimentando una bolla ben superiore a quella del 1929.

Quando è scoppiata, per evitare il primo collasso, il governo cinese ha cominciato ad acquistare azioni, per tenere artificialmente elevato il loro valore. Però, le risorse sono quelle che sono: se compro azioni, non posso certo comprare i titoli di Stato americani.

E se non compro i titoli di Stato americani, non posso tenere basso il valore dello yuan sul dollaro (e quindi sull’euro) e di conseguenza, calano le mie esportazioni.

Per cui, per evitare questo, ho dovuto svalutare ufficialmente la mia moneta: cosa che gli investitori, sempre malfidati sulle statistiche ufficiali cinesi, hanno interpretato come segnale che la crisi economica fosse peggiore di quanto affermato pubblicamente.

Il che ha generato il fuggi fuggi… Ora le soluzioni attualmente applicati da Pechino non sembrano essere efficaci: il suo sistema bancario e di fondi pensionistici è così scassato che non può fungere da valido sostegno per la borsa e il governa rischia anche di dover tamponare eventuali fallimenti in questo campo, dall’altra l’immissione di liquidità da parte della Banca of China non fa alimentare il circolo vizioso precedente.

E ora che succede ? Quanto dura ? Domande a cui è difficile dare una risposta, anche perché vedere come reagirà all’evento ignoto da almeno un secolo, della recessione… L’unica cosa è che speriamo non succeda come tradizione, con signori della guerra pronti a prendersi a cannonate a destra e manca, sino all’instaurazione di una nuova dinastia…

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...