Il mio Mycroft

Mycroft

Fin da quando vidi La Vita Segreta di Sherlock Holmes, rimasi affascinato dalla figura di Mycroft Holmes: l’immagine del fratello in ombra, che potrebbe fare di più o meglio di quello che è sotto la luce dei riflettori, ma che alla vanità preferisce il dovere.

Poi leggendo le storie Conan Doyle, quella figura che

non ha ambizioni né energia. Non uscirà mai fuori di casa per verificare le sue soluzioni. Preferirà considerarle sbagliate anziché prendersi la briga di dimostrare a se stesso di aver ragione. Più e più volte mi sono occupato di un suo problema, e ho ricevuto una spiegazione che in seguito è risultata corretta. Ma era assolutamente incapace di risolverlo dal punto di vista pratico

che a suo modo ricorda un Nero Wolf, mi ha sempre più colpito. Perchè anche io sono un pigro matricolato e perchè ci sono momenti, in cui, mal sopportando il resto del genere umano, vorrei fondare il Diogenes Club.

Per cui, mi sarebbe piaciuto infilarlo in Lithica... Il problema è che, per come avevo impostato il romanzo, sarebbe stato difficile utilizzarlo secondo la descrizione data dal canone holmesiano.

Al massimo, avrebbe potuto svolgere il ruolo di antagonista, ma mi ero già orientato verso un’altra soluzione… Per cui, ho deciso di puntare all’eresia… In mondo parallelo, ho fatto vivere a Mycroft delle vicende differenti…

Così lo reso non solo un ragno tessitore d’intrighi, ma un uomo d’azione, pronto a confrontarsi con l’Ignoto e pronto ad esplorare i militi del proprio coraggio

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