COSTRUIRE SUI RESTI ESISTENZIALI DELLA GUERRA

rovina

Ovunque gli edifici siano distrutti dalle bombe o dai proiettili d’artiglieria, da un incendio o a causa di un collasso strutturale, la loro forma deve essere rispettata, deve rimanere integra, così da poter incarnare una storia che non dovrebbe mai essere negata. Nel loro stato decrepito, gli edifici suggeriscono nuove forme di pensiero e di comprensione, nuove concezioni dello spazio che confermano il potenziale dell’essere umano di integrarsi, e rimanere esterno ad ogni sistema totalizzante predeterminato. I nuovi spazi dell’abitare, costruiti sui resti esistenziali della guerra, non celebrano la distruzione di un ordine prestabilito, né lo simboleggiano o commemorano.

Piuttosto accettano con orgoglio ciò che è stato sofferto e perso, ma anche ciò che di nuovo ne è nato. Costruiscono sulla forma sfrangiata del vecchio ordine una nuova categoria di ordine naturale, all’interno del quale si percepisce tutto il suo potenziale, dove è possibile riconoscere la propria fragilità e i propri fallimenti. Affrontano la necessità di reinventare questi spazi, come se non fossero mai stati realizzati, riuscendo ad aggiornarsi e rivitalizzarsi continuamente. Vi è impegno etico e morale in una esistenza simile, e quindi una base per la comunità

Lebbeus Woods

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