Essere connettivista ?

Urania

Il buon Sandro Battisti nella sua intervista al termine dell’Urania di questo mese, mi ha citato tra i connettivisti: la cosa, oltre a solleticare la mia infinita vanità, mi ha fatto riflettere sul mio ruolo nel movimento, al di là dell’amicizia che ho per lui e la saltuaria collaborazione con Next.

Il Connettivismo, dati i confini molto ampi tracciati dal manifesto, è un contenitore aperto a diverse sensibilità, in cui l’elaborazione di un linguaggio artistico è una sorta di copyleft, in cui chiunque abbia il coraggio di osare e creare può utilizzarlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuirlo.

Un’avanguardia liquida e pervasiva, in cui alla fine c’è anche spazio per me, pure se mi concentro nella rivisitazione del Passato, piuttosto che nella costruzione del Futuro.

Anche se la mia sperimentazione linguistica, piuttosto che alla definizione di una nuova lingua, è orientata a contrapporre e fondere il dialetto con il linguaggio forbito.

Anche se riempio le mie pagine di citazioni pop e ritengo che l’importante nella scrittura, sia divertirsi e divertire…

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