Li er barista e le Onde Gravitazionali

onde

La cosa comica dell’essere scrittore di fantascienza è che, dinanzi a notizie eclatanti su La Vita, l’Universo e tutto quanto, chiunque vi conosca, da Li er barista al Venerabile collega d’ufficio, dal vicino di casa che fatica a salutarti tutte le mattine al giornalista iellato del quotidiano locale, pretenda un parere o una spiegazione sul tema.

E se si cerca di svicolare con boh, come giusto che sia, tutti, invece di accettarlo come un’onesta ammissione d’ignoranza, ti guardano male, come se non volessi condividere con loro qualche arcano segreto…

Questa settimana è stato il turno delle onde gravitazionali: stanco di essere perseguitato dall’argomento, butto giù due righe, su quel poco che ho orecchiato e capito… Così al prossimo che mi interroga sul tema, posso rispondere con uno scandalizzato…

“Ma come non lo hai letto sul blog ?”

Per prima cosa, che diavolo è quest’onda gravitazionale ? Per conosce un pochino di Teoria della Relatività,è una deformazione della curvatura dello spaziotempo che si propaga come un’onda.

L’equazione di campo di Einstein, infatti, ammette una soluzione ondulatoria per il tensore metrico, così come avviene per il campo elettromagnetico e le equazioni di Maxwell, che tanto mi hanno perseguitato nei giorni dell’Univerisità (sì, ho odiato l’esame di Campi Elettromagnetici, quasi quanto Teoria dei Circuiti)

In questo caso l’equazione delle onde è tensoriale (10 componenti… roba che ricordo di aver studiato a Geometria e Algebra, ma su due piedi avrei difficoltà a descrivere… Comunque la relativa matematica è il frutto del genio del buon Gregorio Ricci Curbastro, tra le tante cose anche vicino di casa di Francesco Baracca ), poiché deve tener conto di tutte le possibili dipendenze della distanza dalle coordinate. La velocità delle onde gravitazionali, in accordo con la relatività ristretta, è la velocità della luce c.

Fronti d’onda di particolare intensità possono essere generati da fenomeni cosmici in cui enormi masse variano la loro distribuzione in modo repentino; propri questi fenomeni sono le pistole fumanti che permettono di identificarle.

Al passaggio di un’onda gravitazionale, la curvatura dello spaziotempo si contrae ed espande ritmicamente come un cuore. Questo fenomeno è difficile da rivelare perché essendo noi osservatori nello spazio tempo e non fuori da esso, ci contraiamo e espandiamo a nostra volta.

Ora, che le onde gravitazionali, ipotizzate dal buon zio Albert, esistessero, ne eravamo ragionevolmente certi dagli anni Settanta, dall’osservazione di un sistema di stelle binario di stelle di neutroni ruotanti l’una attorno all’altra e destinate a fondersi in seguito all’aumento della loro velocità angolare, scoperta che portò al Nobel per la Fisica Russel Hulse e Joseph Taylor.

Però, un conto è osservare le conseguenze indirette di un fenomeno, un conto è percepito direttamente, grazie all’evoluzione tecnologica e all’impegno di tanti astrofisici che hanno individuato la catastrofe astronomica giusta…

Catastrofe astronomica che ha permesso di verificare nel concreto anche numerose ipotesi sui buchi neri rotanti e supermassivi, su cui discutevo questa estate, tra un drink e l’altro, nel compianto Soppalco Brasileiro di San Lorenzo.

Vabbè, tutto fico, ma oltre ad aver dato ragione al buon vecchio Einstein, come direbbe Li er barista,

“Co’ ‘ste onde gravitazionali che ce famo ?

Di fatto, le onde gravitazionali contengono informazioni sull’evento o sull’oggetto che le ha emesse: diventa così possibile, a medio termine, entro i prossimi venti o trent’anni, costruire un nuova mappa del cielo, basata su loro, che contenga informazioni complementari a quelle attuali, basate sulla luce visibile, o sui raggi X, o sull’infrarosso…

Poi, identificando le onde gravitazionali emesse nel Big Bang, magari potremo avere delle idee più precise sulla Teoria dell’Inflazione, che tenta di spiegare perchè l’Universo è omogeneo su grande scala.

Infine, potrebbero dare indicazioni su come fondere in un’unica teoria Relatività Generale e Meccanica Quantistica, entrambe vere nel loro settore, ma che fanno a pugni se messe assieme: magari, cambiando punto di vista sulla Gravità, considerata non più forza fondamentale, ma conseguenza del campo di Higgs.

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